Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

L'Impeachment più ridicolo di sempre è già finito e il circo continua



La messa in stato di accusa, meglio conosciuta come impeachment (dall'inglese “accusa”) è deceduta ancor prima di nascere. Aborto politico o di convenienza. I Napalm51 hanno urlato, si son strappati i capelli dalla testa per poi, dopo aver scatenato il putiferio, ritirare i remi i barca  in fretta e furia accusandosi anche a vicenda e ponendo forse già fine all'alleanza gialloverde che avrebbe partorito il governo più destro di sempre? E' stato probabilmente l'atto d'accusa più ridicolo e veloce della storia e circense di sempre. Già finito. Dovevano spaccare il mondo, ma alla fine si son spaccati loro. Mica male. Ed il circo continua. Anche perchè ritornare ora al voto, senza l'alleanza gialloverde, al M5S, nelle cui piazze ora si vede sventolare solo il tricolore, da destri puri non poteva che essere così, non converrebbe proprio per niente. 
Perchè è la Lega Nord, che continua a chiamarsi Lega Nord e ad avere sempre lo Statuto indipendentista, ad aver conquistato una marea di voti, quella Lega che alleata alla destra classica non avrebbe bisogno più dei 5 stelle per governare. Insomma rischiano un meraviglioso autogol i gialli a favore dei verdi leghisti. Oramai comunque è solo una questione tra destri, destre diverse, il resto non conta più niente, spazzato via, inesistente, ininfluente, inconsistente. E ciò non è propriamente un bene per il Paese. Ma fino a quando continueranno ad essere protagonisti i soliti sinistri, non potrà che essere così. Il tutto mentre l'Europa continua a trattarci come ciò che siamo, un Paese da Repubblica delle Banane.
Marco Barone

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