Se il tempo si è fermato in quel 25 gennaio 2016

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  Dopo dieci anni decidi di andare a rileggere le prime dichiarazioni a caldo, del dittatore egiziano, pronunciate dopo il ritrovamento del corpo di Giulio. La freddezza di stile istituzionale, le solite clausole di stile verrebbe da dire, dalle condoglianze, alle esortazioni per venire a conoscenza delle ragioni che hanno portato all'uccisione di Giulio e poi gli elogi, immancabili, reciproci, si legge : " Renzi ha ringraziato  Sisi per le sue sincere condoglianze, elogiando uno spirito di cooperazione dimostrato dalla parte egiziana " . Parole. Che lasciano il segno. Certo, poi verrà richiamato per consultazioni l'ambasciatore, ma la sensazione che quel gesto del richiamo fu più per una maschera politica che per reale convinzione nessuno la potrai mai e poi mai cancellare, anche perché poi hanno parlato i fatti. I soldi, gli accordi, il commercio, le relazioni politiche, la strepitosa normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, dal turismo, alla ricerca, beff...

Il FVG ancora una volta anticipa il Paese. Italia in declino con la democrazia che non attrae più

Oggi quando pensi all'Europa a cosa pensi? Sicuramente non al periodo di pace che avrebbe garantito dalla fine della seconda guerra mondiale, che poi anche questa è una leggenda da sotterraneo metropolitano perchè la guerra in Jugoslavia ha fatto parte del processo costruttivo dell'Europa di oggi. 
Non pensi a quanto è bello viaggiare senza far le lunghe code ai confini, non pensi all'utilità di avere una moneta unica, non pensi all'inno europeo, musicalmente epico ma senza testo. No. Pensi all'Europa come un male, il male assoluto diventato alibi per il fallimento di un Paese in profondo stato di declino. 
Abbiamo già dimenticato cosa è accaduto in Grecia o in Portogallo. L'Europa può permettersi di stare senza l'Italia, uno dei pilastri fondatori? Probabilmente sì. E l'Italia può permettersi di stare senza l'Europa? Probabilmente no, perchè noi non siamo la potenza economica battente la bella bandiera inglese. Quando pensi all'Europa di oggi, pensi al costo della vita triplicato, ai salari fermi, all'immigrazione diffusa, alle manovre imposte, ai tagli imposti, ai sacrifici imposti, ai parametri numerici imposti. 
Al fatto che ti faranno schiattare sul lavoro. Non pensi alla giustizia europea, percepita come entità astratta, e neanche alla politica europea, non sai neanche dove sia il Parlamento Europeo, chi sono i tuoi parlamentari europei, dove si trovi il Consiglio europeo o la Commissione Europea, perchè dell'Europa, di questa Europa, te ne freghi. Europa che non ha neanche una sua capitale.  
Ma puoi fregartene fino a quando? Certamente la cultura da salotto radical chic che ci ha trascinato in questa Europa contribuendo al declino del nostro Paese difendendo quell'involucro che essa stessa ha determinato è diventata insopportabile. 
Altro non fanno, ogni volta che aprono bocca, che gettare benzina sul fuoco, un fuoco che riporta il Paese verso quel ventennio che non è mai stato ripudiato dall'Italia. L'Italia è in difficoltà, tra corruzione e mafie, probabilmente non si riprenderà. 
E' rimasta solo l'illusione di un sovranismo forse anacronistico, in un mondo di oltre 7 miliardi di persone, che possa risollevare questo nostro piccolo e martoriato Paese da quel declino in cui siamo malgrado tutto precipitati. 
Sarà la sovranità nazionale contro la globalizzazione selvaggia indomita europea la battaglia che segnerà questo periodo storico. E chi avrà ragione?
Le illusioni possono provocare però delle reazioni ancora più indomabili perchè quando queste emergeranno per quelle che sono e non ci sarà più nulla da perdere, sarà difficile arrestare quel processo che si è già innescato. Quale il bene per aiutare il nostro Paese? Quale il bene per l'Italia? Esiste una ricetta univoca? Condivisa? Praticabile? Un compromesso accettabile? L'idea di Europa come unione tra i popoli va concettualmente difesa, ma va difesa anche l'integrità italiana, va difeso un Paese che è stato travolto, anche per sue responsabilità e colpe, dalla sempre più odiata fortezza europea.
La democrazia non affascina più. Vedi in FVG. Dove formi un governo regionale con meno del 50% dei votanti. Questo è quello che accadrà in Italia. Il FVG ancora una volta ha anticipato la storia. Una storia che si ripete, in una sorta, e non figlia della sorte, di anaciclosi polibiana.
 
Marco Barone 

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