Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

Immagine
  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Colpo su colpo. In FVG si smantellano i diritti civili. La Regione esce dalla rete RE.A.DY




Per la prima volta in Italia gli Enti Locali e Regionali si erano messi in rete per promuovere culture e politiche delle differenze e sviluppare azioni di contrasto alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Da qui nasce la rete RE.A.DY con una carta d'intenti importante in una società come la nostra dove il razzismo con tutti i suoi volti nefasti non ha mai risparmiato nessuno. La rete RE.A.DY, che ha visto l'adesione di diversi Comuni italiani ed anche Regioni, tra cui quella del FVG, è un faro importante, non solo dal punto di vista simbolico, ma anche sostanziale, per contrastare il malanno sociale dell'omotransfobia che è radicato anche in FVG. Ma in data 30 maggio, anno 2018, si apprende che :"Le istituzioni scolastiche e le famiglie hanno strumenti sufficienti per insegnare e trasmettere i valori del rispetto e della diversità. Ogni altra iniziativa sul tema rischia di essere solo un indebito indottrinamento" Lo ha dichiarato l'assessore regionale a Lavoro, Formazione,Istruzione, Famiglia, Ricerca e Università, Alessia Rosolen, in merito alla decisione di recedere dalla rete nazionale delle Pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Re.a.dy).

Dopo la tutela della famiglia naturale, magari seguendo la via veneta si inventeranno anche la ridicola festa della famiglia naturale, stante il fatto che non esiste nessuna famiglia naturale, tra gli scopi primari del nuovo corso politico governante il FVG ora arriva la volontà di uscire dalla rete RE.A.DY. Verrà smantellato quanto con fatica, impegno e dedizione è stato conquistato in questa regione in materia di diritti civili? 
Uscire dalla rete RE.A.DY. è un durissimo colpo per l'affermazione dei detti diritti, magari il prossimo passo sarà quello di aggiungere al simbolo della regione uno scudo crociato? Passando dalla diffusione di crocefissi in ogni ovunque?  
Mai dire mai..Amen.


Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?