Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

L'Italia tra il bollino antifrode,code,caos e astensione record. Siamo una Repubblica delle banane o un Paese fallito?


Un Paese profondamente corrotto deve ricorrere a degli strumenti per cercare di fermare o meglio tentare di contrastare la corruzione, morale o non morale, soprattutto in quello che dovrebbe essere il momento per eccellenza più alto della democrazia, così si dice, il voto.
Ed ecco allora il bollino anti-frode. Ciò non deve stupire, un Paese corrotto non può non avere il bollino anti-frode. A ciò segue il caos totale. File lunghissime, ancora divise tra maschi e femmine come nello scorso secolo, nei seggi si legge il codice riportato sul bollino, poi viene trascritto, ti verrà consegnata la scheda dopo la verifica dei documenti e con il timbro apposto sulla tessera, voti, e per la prima volta, anche se pare anche prima l'elettore non poteva imbucare direttamente il suo voto, consegnerà la scheda, verrà staccato il bollino, verrà riletto nuovamente ed amen. Il dado è tratto. E che dire delle schede stampate in modo scorretto? Delle operazioni di voto iniziate con ritardo? E di tutte quelle situazioni semplicemente allucinanti che  si sono verificate in tutta Italia in questo 4 marzo che fotografano semplicemente lo stato di un Paese fallito come certificato da queste elezioni dove l'astensione è semplicemente record? Una costante in continua crescita negli ultimi vent'anni.
O forse siamo una Repubblica delle banane? E si vota di conseguenza e per gioco o non gioco beffardo del destino il nostro Paese si è recato alle urne nello stesso periodo in cui a votare si recheranno realtà come la Russia, la Turchia, il Venezuela, l'Egitto. Che bel quadretto.Tutti insieme. Una meraviglia. Quello che è successo in questo 4 marzo non ha niente di epocale, è semplicemente sconcertante, desolante, incredibile.

Marco Barone

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