L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Vertenza isontino: il lavoro è un diritto! Assemblea pubblica a Monfalcone il 23 gennaio ore 19

Esiste una questione "isontina"? Sì. Intendendosi per tale una problematica strutturale, composita e complessa che ha reso debole nel corso del tempo un territorio dalle estreme potenzialità, favorendo una pesante crisi nel settore industriale, lavorativo, sociale. Un territorio che non si può più permettere la chiusura di alcuna azienda e fabbrica perchè significherebbe accettare una sorta di fine dell'industrializzazione  sostenibile di questa zona profondamente depressa e di confine. 
Si è perso il conto della chiusura delle fabbriche e della perdita dei posti di lavoro. Ed ora il caso Eaton, reale e non potenziale o retorica, bomba sociale, è pronta ad esplodere con delle conseguenze pesantissime nell'isontino, nel triestino, nella bassa friulana che avrà effetti anche nell'intero NordEst.
Il sistema del capitale agisce e si comporta sempre nello stesso metodico modo. Nulla di eccezionale o straordinario emerge a Monfalcone, salvo il fatto che il tutto sia precipitato in una situazione di estrema gravità nel giro di un niente, un niente catastrofico. 200 famiglie a rischio di esclusione sociale, perchè quando perdi il lavoro qui non lo ritrovi più. Non esistono e non possono esistere altre soluzioni che battersi perchè quell'azienda rimanga operativa in questo territorio, ha centinaia di stabilimenti in tutto il mondo, da quasi 2000 dipendenti che aveva in Italia ne ha circa 700 attualmente. Altre soluzioni in questo momento non vanno prese in considerazione. L'eventuale ricollocamento alla Fincantieri, rischia di trasformare quell'azienda in una sorta di ammortizzatore sociale, conferendogli ulteriore potere di cui sinceramente non necessita e poi cosa significa essere ricollocati? Nelle ditte in appalto? In sub-appalto? In che condizioni? Con quali diritti? Perchè qui esiste anche un problema che si chiama Fincantieri, come è noto, dove i diritti son sempre meno, gli esternalizzati la maggioranza, con tutte le conseguenze sociali ben note. Si deve assolutamente evitare una guerra tra "poveri" rivedere l'intera sistema non a pezzettini ma nel suo complesso a partire dal conferimento di finanziamenti pubblici e per questo non si può ma si deve parlare di questione isontina e va affrontata come una vera e propria vertenza sociale.
 
Come Potere al Popolo Isontino si è organizzata per martedì 23 gennaio ore 19 presso la sede di RC in Monfalcone una iniziativa pubblica dal titolo chiaro: Vertenza isontino: il lavoro è un diritto Se ne discute assieme alle RSU di Eaton, Fincantieri ed altre realtà industriali della zona.



Marco Barone

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