Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Minoranza linguistica slovena, in Italia si guarda al modello danese?

Se c'è una cosa che andrà ricordata quasi come si ricordava l'Ave Maria è che se il FVG può vantare la sua specialità, il suo essere Regione a Statuto speciale è prevalentemente se non esclusivamente per il suo plurilinguismo. Oramai, è ahimè una constatazione di fatto, la lingua tedesca è parlata in pochissimi casi e realtà, si è fatto poco o nulla per difenderla ed incentivarla, resistono invece lo sloveno ed il friulano, nonostante siano tante le mancanze a partire dal bilinguismo visivo soprattutto violato nei confronti degli sloveni. Su 216 Comuni  in FVG la minoranza linguistica friulana è presente in 175 comuni, quella slovena in 32 e quella germanica in 5, cioè la quasi totalità dei Comuni ha una "minoranza linguistica". E visto che la minoranza germanica è a rischio di estinzione, l'attenzione deve essere alta.

E' un dato di fatto che in Italia vi è un deficit di democrazia importante, basta guardare le elezioni di marzo 2018, pochi mesi di campagna elettorale, alcune forze politiche totalmente ignorate dai mass media, per arrivare al FVG dove alcune realtà saranno costrette in pochissimo tempo a raccogliere l'incredibile cifra di 5 mila firme, in una regione che ha poco più di un milione di abitanti, per partecipare alla tornata elettorale amministrativa. Il palazzo si è blindato e blindandosi colpisce anche le minoranze che vogliono mantenere la loro autonomia ed indipendenza, concetti basilari e fondamentali per non cadere in strumentalizzazioni politiche.  Insomma democrazia a rischio, effettivamente limitata e non per tutti. Fatto incontestabile. Ed allora per necessità si deve anche guardare a qualche altro modello. E' interessante quanto emerso nella relazione  sulla conferenza regionale sulla tutela della minoranza linguistica slovena - Druga deželna konferenca o zaščiti slovenske jezikovne manjšine.  Si guarda con interesse al modello danese, alle tutele della minoranza tedesca. 

La minoranza tedesca non ha un proprio rappresentante nel Parlamento danese. Si evidenzia che  al suo posto il Parlamento danese ha istituito nel 1983 un ufficio speciale che rappresenta gli interessi della minoranza tedesca nella capitale danese. Si tratta del Segretariato della minoranza tedesca a Copenhagen, organo che è sempre diretto da un rappresentante della minoranza stessa eletto dal consiglio d’amministrazione del BDN. Si specifica che il Segretariato segue i lavori del Parlamento e si fa portavoce degli interessi politici e strategici della minoranza nei rapporti con il Parlamento e con l’opinione pubblica. Oltre a ciò instaura e mantiene rapporti a nome della comunità che rappresenta, segue i lavori del Parlamento e riferisce al BDN in merito ai processi politici nazionali che sono rilevanti per la minoranza.Il direttore del Segretariato è sempre anche membro della Commissione di contatto per la minoranza tedesca che tratta le questioni che riguardano la comunità minoritaria di lingua tedesca. Dell’organo fanno parte il Ministro per l’Istruzione, il Ministro per l’Economia e il Ministro degli Interni, oltre ad un rappresentante per ciascun partito rappresentato in Parlamento ed a tre membri delle organizzazioni minoritarie.

Da un punto di vista formale tutti i membri sono eletti dal Ministero dell’Economia e dal Ministro degli Interni, ma in pratica sono le organizzazioni stesse a proporre i propri membri per la Commissione. Inoltre, l’assistente dell’ambasciatore tedesco a Copenhagen è automaticamente anche Commissario per le questioni della minoranza tedesca nella zona di confine.

Il direttore del Segretariato della minoranza tedesca a Copenhagen non dipende politicamente da alcun partito presente nel Parlamento e nel Governo danesi.

Il direttore del Segretariato a Copenhagen è egli stesso membro della minoranza tedesca,  è eletto a scadenza triennale dal Consiglio di amministrazione della BDN, che è a sua volta eletto dai membri della minoranza e ha un mandato quadriennale. E risulta che  circa l’80% dei membri della minoranza tedesca in Danimarca intervistati nel corso dell’indagine ritiene che il sistema sia adeguato.

E' questo un modello da proporre anche in Italia?

Marco Barone 

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