Quella geniale contaminazione tra antico e contemporaneo ad Aquileia

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  Nell’antico Impero Aquileia non era una città qualunque. Era la seconda città di tutto l'Impero , subito dopo Roma! Una metropoli brulicante, immensa, ricchissima. Oggi, certo, se uno ci va, di quell'immensità vertiginosa è rimasto poco in superficie. Ma se voi entrate nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia... ebbene, vi accorgete che quel passato glorioso è ancora tutto lì. Aquileia è un posto incredibile, una perla del Friuli dove si ha davvero la sensazione fisica che il tempo si sia fermato. È un luogo che trasuda storia da ogni singolo muro, da ogni angolazione. Ma la cosa straordinaria è quello che hanno sperimentato in mezzo a tutto questo. Un'idea che è di una semplicità disarmante eppure... di un'efficacia spaventosa! Cosa ti inventano? I colori! Ma non colori qualunque: i colori di Schifano, di Andy Warhol, di Festa, di Lichtenstein! Hanno preso queste serigrafie, questi quadri, e li hanno messi lì. E la cosa formidabile è che queste opere d'arte ...

Le UTI CIA e CAI sono state affossate, violato il bilinguismo e non le vuole nessuno, la legge va abrogata

CIA e CAI ovvero acronimo di Carso, Isonzo, Adriatico, e Collio Alto Isonzo. Due nomi scelti non si sa come, che rappresenterebbero due UTI, in sostituzione della provincia di Gorizia, come abrogata ,anche se ancora esistente "politicamente" oltre i confini del piccolo mondo antico e moderno del FVG.
18 mini contee, unioni territoriali intercomunali, che hanno frammentato il territorio ancor di più. Non si tratta di organi eletti dal popolo, ma prevalentemente caratterizzati da elezione interna e nomina interna. Contestate per diversi punti, e su diverse questioni, alcuni Comuni non hanno aderito, sono funzionali alla fusione dei Comuni, compromettono l'autonomia piena dei piccoli Comuni, i consigli comunali svolgeranno ruoli marginali, le opposizioni conteranno meno di un fico secco, ed i Sindaci, specialmente dei Comuni capofila, avranno un gran potere.
Ma ad oggi se si vanno a guardare i siti internet delle rispettive UTI dell'ex provincia di Gorizia la prima cosa che noti è l'assenza del plurilinguismo, niente sloveno, niente friulano. Solo rigorosamente italiano. Violato il bilinguismo, cosa che invece emergeva pacificamente nel sito della Provincia di Gorizia.  Ogni occasione, ogni manifestazione pubblica è sempre un momento per sparare cannonate contro una legge che non ha capito nessuno, incompresa dai cittadini, respinta da diverse categorie di lavoratori, e di cui nessuno ha capito la logicità, a parte forse chi l'ha voluta e determinata. Ma oltre all'assenza del plurilinguismo, che ricordiamo è l'elemento che ha determinato la specialità del FVG, è anche la pochezza dei materiali contenuti all'interno di questi siti internet che emerge. In sostanza si nota più quello che non c'è che quello che ci sarebbe, ovvero poco o nulla.
Se alla gente comune chiedi cosa sono le UTI, ti diranno, nonostante siano trascorsi quasi 4 anni dalla legge di approvazione, UTI chi? Il prossimo governo regionale non potrà che fare una sola cosa, utile a tutti, cancellare questa riforma mai amata e tanto odiata.

Marco Barone

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