Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

In Italia cresce l'economia, l'occupazione, cala l'inflazione e italiani soddisfatti.Viviamo nell'El dorado e non lo sapevamo



Altro che oasi nel deserto, o isola, anzi penisola d'oro, noi viviamo nell'El dorado e neanche lo sappiamo. Tutti quelli che la mattina si svegliano incazzati neri o depressi perchè non hanno i soldi per comprarsi neanche un panino, quelli che si son venduti tutti l'oro al compro oro, nati come funghi e spariti come funghi dopo aver raccolto tutto quello che potevano raccogliere in un Paese dove abbiamo milioni di poveri, dove la fila alle mense Caritas sono una normalità da celare con le meraviglie che esaltano l'orgoglio italiano, poi se si nasconde a colpi di lifting televisivo magari quell'abusivismo o quella zozzeria che ne deturpa ogni giorno la storia, lo si deve dire sottovoce, devono sapere che probabilmente vivono sul pianeta Marte, perchè non hanno capito niente dell'Italia.

Tutti quelli che sono sfruttati nei luoghi di lavoro, che perdono il lavoro perchè di punto in bianco l'azienda decide di chiudere baracca andando a produrre altrove dove i lavoratori costano ancora meno ed diritti sono sempre e costantemente sotto il segno del meno, devono sapere che probabilmente non hanno capito niente di questo Paese.

Tutti quelli che si lamentano di un Paese corrotto, mafioso, clientelare, devastato dove le speculazioni sono all'ordine del giorno, un Paese dalle mille potenzialità perse nella retorica dei bla bla bla devono sapere che probabilmente hanno qualche problema di connessione con il mondo Italia.

Già, perchè in base ai dati che emergono ultimamente si evidenziano cose pazzesche. Italiani soddisfatti delle loro condizioni di vita, danno un bel 6,9% quasi 7, e addirittura il 76% degli italiani sarebbe molto o abbastanza soddisfatto della propria dimensione lavorativa.

E che dire che gli occupati continuano a crescere?  Come se la disoccupazione fosse una cosa così, una piccola macchiolina nera non indelebile. E che dire retribuzioni che continuano a salire moderatamente? O che nell'area dell'euro le prospettive di crescita sono ancora migliorate? O che l'espansione dell'economia italiana si consolida? Parliamo di una crescita del PIL dello 0, 4%!!! Oppure, salgono le esportazioni, l'occupazione aumenta , si ricorda che il tasso di disoccupazione si è collocato all'11,0 per cento in novembre, cosa vuoi che sia? Una bazzecola, no? E prosegue l'espansione del credito al settore privato, e si afferma il miglioramento della qualità del credito  con le proiezioni che indicano una prosecuzione della crescita in Italia una moderata ripresa dell'inflazione.
 


Marco Barone 

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