Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Erano 30!




Erano 30!
Un punto esclamativo e non sai cosa dire. Si ferma il respiro, il battito del cuore accelera. E pensi, erano 30!
Ognuno ricorderà i propri 30 anni, il salto verso una seconda vita, il salto con cui si chiude una storia, si diventa uomini o donne, non si è più ragazzi, non si è più ventenni. 
Erano 30!
Gennaio un mese di tanti ricordi nella famiglia di Giulio, compleanno di mamma Paola, il compleanno di Giulio. Un mese che come in qualsiasi famiglia sarebbe stato di festa, semplicità, di auguri, di candeline o non candeline soffiate, di battute sull'età che avanza, del tempo che corre, via, inesorabilmente.
Da due anni a questa parte gennaio è un mese dove vi è nulla da festeggiare. Il respiro si ferma, il battito del cuore accelera. E pensi, erano 30!
Un messaggio semplice, potente,enorme, profondo nella sua, appunto, semplicità. 
Quel 25 gennaio del 2016 per ordine di un sistema di potere criminale in Egitto Giulio verrà sequestrato. In altri anni si sarebbe parlato di sequestro di Stato, di omicidio di Stato.  Non hai altro da aggiungere, se non che erano 30!

Marco Barone 

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