Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

E ora tutti appassionatamente a difendere gli insegnanti e la scuola. Ma andatevene a ...

Dov'erano fino a ieri tutti i nascenti paladini del corpo docente, che nella Pubblica Amministrazione, rappresenta la componente più grossa dei lavoratori? O meglio delle lavoratrici, visto che all'incirca per l'80% si tratta di donne?

Dov'erano tutti questi eroici o eroiche cavalieri e cavaliere che adesso hanno sfoderato la spada per difendere la scuola pubblica, quando nel maggio del 2015, l'80% del personale della scuola, ha scioperato contro la peggiore legge mai fatta in Italia in materia scolastica?

Dov'erano tutti costoro quando in Parlamento hanno approvato o sostenuto o non contrastato la schifoscuola che ha conferito un potere enorme, come se ve ne fosse bisogno ancora, ai DS, diventati manager, al Consiglio d'Istituto, diventato una sorta di CDA, alle famiglie diventate utenza con poteri impropri?

Dov'erano tutti i grandi eroi che ora si strappano i capelli e piangono lacrime di coccodrillo per difendere le migliaia di maestre che da anni rivendicano il diritto di lavorare nella scuola, che da anni lottano nel silenzio più totale? 
Dov'erano tutti questi grandi oratori e politicanti eredi non si sa di cosa quando nella scuola si lottava contro la precarietà, contro stipendi indegni, contro la privatizzazione della scuola pubblica?

Dov'erano tutti questi pagliacci del terzo millennio che non fanno neanche più ridere?

Non c'erano, perchè erano parti complici del sistema.

Siccome la scuola è una cosa seria e la politica pure, questi eroici cavalieri paladini pagliacci che ora dicono di voler smantellare ciò che hanno contribuito a costruire, non solo non sono credibili, ma fanno anche pena per quanto ridicoli.

Tutti appassionatamente insieme a difendere ciò che hanno distrutto.

Ma fateci il favore di andarvene a ...e guai a parlare di voto utile, perchè il voto utile è una grande ed immensa stronzata, perchè non esiste. E quando ci vuole, ci vuole...

Marco Barone

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