Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Due anni dall'assassinio di Giulio Regeni e neanche una parola dal Presidente della Repubblica e capo del Governo





L'Italia è il Paese delle prediche, il Paese dove ci si vanta immensamente della bellezza, dell'arte, della storia, della cultura, però poi sistematicamente la si violenta, la si denigra, la si annienta. L'Italia è il Paese ove scorrono fiumi di parole, dimenticandosi che le parole hanno un peso, che le promesse hanno un valore, anche nell'Italia dove la questione morale è stata tradita da lungo tempo, anche nell'Italia corrotta e divorata dalle mafie.

Oramai siamo a due anni, da quel 25 gennaio e 3 febbraio, che nel 2016 condurranno alla più brutale morte, Giulio. Assassinato con una ferocia tipica di quel nazismo che il mondo ha conosciuto e debellato a prezzo enorme. Ad oggi non si conosce formalmente il motivo, il mandante, l'esecutore di quell'atto. Ma tutti hanno capito come le cose stanno realmente ed i depistaggi messi in campo, le fantomatiche piste di complotti o piste infamanti inglesi, sono baggianate figlie di qualche mente diabolica che ha come scopo solo quello di lasciar che il tempo trascorra, perchè il tempo cancellerà tutto. Il loro scopo è prendere tempo.
Le targhe, le sale, le borse di studio dedicate a Giulio sono importanti per mantenere viva la memoria di Giulio Regeni, sono un tassello importante per arrivare alla verità, ma non diventeranno mai, come forse qualcuno spera in cuor suo, la via della rassegnazione o dell'accontentino. Fino a quando non ci sarà verità e giustizia non ci sarà né pace né tregua per l'Egitto e per l'Italia.

L'Italia è un Paese dove spesso sono le cose non dette ad emergere che quelle banali e rituali dette, e nel discorso di fine anno sia del Presidente della Repubblica che del "premier" in carica neanche una virgola è emersa sulla questione di Giulio. E la rete ciò lo ha ben notato, evidenziato e denunciato. La rete non perdona.  Non che qualcuno si  aspettasse una parola, non siam mica nati ieri, ma fino all'ultimo  però ci si è domandati, diranno qualcosa su Giulio? Perchè una sola parola avrebbe potuto fare la differenza, quella differenza che è importante per arrivare alla verità

No. Niente. Ed il tutto nell'anniversario dei 70anni della Costituzione, una Costituzione che mette al primo posto la dignità umana, quella che a Giulio è stata negata ed a lui tutti quelli che hanno fatto la stessa identica fine in un Paese con il quale l'Italia si vanta di mantenere rapporti da più di 2000 anni. Si dice che gli affari di Stato devono venire prima di ogni altra cosa. E perchè Giulio non è mai diventato affare di Stato? Che cazzo deve accadere per essere tutelati e rispettati dal proprio Stato?Di una cosa state pur certi la nostra memoria non è corta e non lo sarà mai.


Marco Barone


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