Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Un Paese allo sbando alla ricerca dell'elogio delle dimissioni





Se cerchi la parola dimissioni su Google, avrai la bellezza di 5.700.000 risultati. Non male. Poi se si va a vedere quante sono le dimissioni date nella vita da chi ha gestito o gestisce la cosa pubblica o ha responsabilità anche sociali importanti, la cifra si ridimensiona in modo pazzesco, saranno una manciata. Un Paese come il nostro dove la questione morale è svanita nel nulla e dove chi vorrebbe proporla è l'opposto della morale stessa, un Paese alla sbando, corrotto, avvolto dal velo cupo e denso delle mafie, dove ogni giorno si ragiona per la propria sopravvivenza, un Paese fallito, dove i giovani fuggono, i vecchi diventano pedine di un qualcosa che non ha più senso se non per la propria vanità esistenziale, si va alla ricerca disperata di un qualcosa che possa essere letto come segno di spirito di quella normalità che dovrebbe caratterizzare un luogo civile.

Il caso di Nicola, ex allenatore del Crotone, per alcuni è stato questo. Dopo la sconfitta con l'Udinese, l'allenatore ha presentato le dimissioni irrevocabili. Così sul sito del Crotone Calcio:

"Il Football Club Crotone comunica che il tecnico Davide Nicola ha presentato, in data odierna, le sue dimissioni da allenatore della prima squadra. Insieme al tecnico piemontese, hanno rassegnato le dimissioni i componenti del suo staff: l’allenatore in seconda Manuele Cacicia, il preparatore atletico Gabriele Stoppino e il collaboratore tecnico Rossano Berti.
La Società ringrazia il tecnico e il suo staff per il lavoro svolto e augura loro le migliori fortune in campo professionale ed umano.  L’allenamento di oggi pomeriggio verrà condotto da Antonio Macrì, Ivan Moschella e Elmiro Trombino."
Poi sulla panchina subentrerà Zenga.

Ora, nessuno conosce il motivo reale di questo atto, pare che sia successo qualcosa tra l'allenatore e qualche elemento della dirigenza. Dunque le dimissioni non sembrerebbero essere collegate alla sconfitta.

Invece di aspettare e capire come sono andate le cose, ecco che è partito l'elogio per questo atto. L'allenatore che compie un gesto quasi eroico, che in Italia non osa nessuno, anche quando si son combinati disastri epocali come con la Nazionale.

Ora, siamo messi proprio così male che senza aver capito cosa diamine è accaduto, si dovevano elogiare le dimissioni in tal modo? Non tutte le dimissioni sono uguali e non tutte le dimissioni possono avere lo stesso valore. Ma visto lo stato in cui siamo messi, qualsiasi dimissione viene vista come una boccata d'ossigeno. Poveri noi.

Marco Barone

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