La Cina "affonderà" Milano o si tratta solo di gufate?

Milano è il simbolo della finanza italiana, è la capitale della finanza italiana, del lusso italiano, è il motore economico finanziario del Paese. Ed i simboli di Milano, oltre al Duomo, alla Scala ed al suo eccellente risotto o panettone, sono certamente ed indiscutibilmente Inter e Milan. Nel Paese dove il calcio è tutto non poteva e non può che essere così. Se chiedi ai tifosi dell'Inter chi è il Presidente dell'Inter, oggi? Molti non sapranno risponderti, perchè non ci hanno capito niente. I tempi di Moratti son finiti, oggi son presenti come famiglia soprattutto in Inter Futura una società controllata dall'Inter. Eppure il Presidente attuale è ancora lui, il mai amato Erick Thohir , il vicepresidente è Javier Zanetti e nel CDA vi sono Ren Jun, Mi Xin, Liu Jun, Yang Yang, Zhang Kangyang, Alessandro Antonello, Erick Thohir, Handy Soetedjo, Nicola Volpi.

I capitali cinesi sono quelli predominanti in casa Inter, dicono. E dicono anche che ora il potere di rappresentanza si stia spostando nelle mani di Zhang Kangyang (per noi per qualche motivo che sfugge ai più Steven Zhang).

Se chiedi ai tifosi del Milan chi è il Presidente del Milan, alcuni ti diranno un certo Li, altri proprio non riusciranno a risponderti. In casa Milan la situazione è la seguente: LI Yonghong Presidente
Marco FASSONE Amministratore Delegato, Bo LU Consigliere, Roberto CAPPELLI Consigliere
Li HAN Consigliere, Marco PATUANO Consigliere,Renshuo XU ConsiglierePaolo SCARONI Consigliere.


Da quando i cinesi hanno conquistato il calcio che conta in Italia ciò non è mai stato accettato e si è guardato il tutto con estrema diffidenza ed anche timore. Perchè della Cina si ha l'idea di un Paese abituato a scopiazzare, e non a pensarlo come il Paese che presto diventerà la potenza economica mondiale numero uno. Un Paese teoricamente comunista ma che di comunista non ha proprio un bel niente perchè si è adattato alle regole del capitalismo, più di Stato che estremamente liberale.

Se i capitali fossero stati arabi, russi o americani? Ci sarebbero state le stesse reazioni? Forse sì, forse no, l'Italia d'altronde è stata svenduta da un bel pezzo, la crisi del 2007 ha compromesso la base strutturale ed economica dell'ex, oramai, Bel Paese. Questa è la realtà, siamo tutti più poveri di prima e l'esclusione dell'Italia da Russia 2018 è il simbolo che chiude questo fallimento espressione di un Paese diventato terra di conquista da parte di capitali stranieri, ed in questo caso cinesi.

Partono attacchi su più fronti, sia in casa Milan che in casa Inter, arrivando addirittura a mettere in discussione la solidità finanziaria delle due società, a rischio commissariamento se non fallimento, passando dalle limitazioni imposte dallo Stato cinese.  Ed il tutto mentre si discute della via della Sete che dovrebbe vedere l'asse Trieste-Milano unita più che mai su questo fronte.
Ora, premesso che se il modus operandi dello Stato cinese fosse adottato da altri, forse si assisterebbe ad un mercato più umano, per dirla tutta operazioni da cento milioni ed oltre per un solo giocatore non le si vedrebbero più. Certo, in casa Milan hanno speso tanto, si sono affidati ai saggi italiani che hanno compiuto un disastro, in casa Inter hanno speso di meno, sfruttando una buona rosa titolare, e confidando sul minimo utile per il massimo rendimento.

L'Inter si appresta a celebrare il suo centodecimo anniversario, nel 2018. E' in corso una transazione che viene definita come storica e che dovrebbe dimostrare la credibilità dell'Inter come azienda e la sua forza come società di calcio. Soggetti coinvolti sono soggettività note come Goldman Sachs International o Rothschild che assiste l'Inter in qualità di consulente finanziario.

Nomi che ai più spingono ad essere complottisti, che altro, ma quanti di quelli che parlano di calcio sono esperti di finanza, di mercato, di economia? Forse lo 0, 1%? Il restante 99,9 parla a vanvera.

Le preoccupazioni sono giustificate, anche se inaccettabili, dal fatto che vi sono pregiudizi secolari nei confronti della Cina e che gli italiani reputandosi migliori degli altri non hanno mai storicamente tollerato di essere superati o conquistati dai popoli  dell'Est, d'Oriente, visti sempre con occhio di estrema diffidenza.
Tra sfumature di razzismo e sfumature di timori infondati, tra cose non dette e dette in realtà a furia di pressare lo stesso punto dei dubbi iniziano a venire a galla, ed in modo inquietante. Un modo di agire che sta facendo tremare il mondo del calcio italiano, anche se per ora il tutto si muove in maniera garbata con estremo silenzio o sottovoce.
Ma quello che ci dobbiamo realmente chiedere è se Inter e Milan sono seriamente a rischio o se si tratta di banali gufate.
Se i capitali cinesi sono più fumo che arrosto e se rischia il sistema made in Cina di affondare Milano e con Milano l'intera Italia calcistica che è già in fase di tracollo totale dopo la sventura colossale della Nazionale.
Marco Barone

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