Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

Immagine
  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Il pranzo sociale dell’ANPI di Ronchi ( foto) sotto il segno dell’antifascismo e dei ricordi



Riuscito e partecipato il pranzo sociale organizzato dall’ANPI di Ronchi presso l'accogliente agriturismo Mazzuchin di Vermegliano a pochi passi dalla suggestiva chiesetta di Santo Stefano e durato per buona parte del pomeriggio del 16 dicembre. Quasi un centinaio i partecipanti, dove sotto il segno della musica, partigiana e popolare, balli e ricordi, senza dimenticare l'immancabile lotteria curata con una passione unica dalla solita ed immancabile ed unica Angela, si è consumato un momento conviviale oramai tradizionale. Non sono mancati i momenti di confronto e di riflessione, con i messaggi e gli spunti offerti sia dal Presidente provinciale dell’ANPI di Gorizia, Pironi che dalla Presidente dell’ANPI di Ronchi, Cuzzi.

Il segretario Martinuzzi ha ricordato tutta l’attività svolta dall’ANPI di Ronchi, dai pellegrinaggi laici organizzati nei luoghi della resistenza in Slovenia, ai gemellaggi storici, agli incontri con le scuole, agli appuntamenti del 25 aprile e 2 giugno, alla visita presso la Risiera di Trieste all’appuntamento organizzato per la verità per Giulio Regeni che ha visto una partecipazione enorme a Ronchi.

Certo, è emerso, che i tempi di oggi non sono più quelli di una volta, vi è sempre meno condivisione, più individualismo e questi pranzi sociali forse attraggono più generazioni di un tempo che quelle più moderne, sintomi dei tempi e delle epoche che cambiano e mutano, ma non mutano e non cambiano e non possono cambiare i ruoli dell’ANPI nella nostra società in cui continua ad essere un faro importante ed una delle associazioni italiane con più iscritti ed un motivo ci sarà pure. 
Il difficile è riuscire a mantenere il passo con i tempi di oggi, con una storia che sembra non interessare più a nessuno quando in realtà in diverse circostanze, anche se a volte strumentalizzate oltre l’inverosimile, ritorna con forza, e trova spazio nei peggiori dei modi proprio a causa dell’ignoranza nel senso di non conoscenza e l’ANPI ha il ruolo di preservare la memoria antifascista che è alla base della nostra Costituzione ed attuarla giorno dopo giorno.  E questo è stato l’auspicio che ha accompagnato gli auguri per questo 2017 oramai giunto alla sua conclusione e che non verrà certamente rimpianto per molti e diversi motivi.
Marco Barone
seguono foto pranzo sociale ANPI 16 dicembre 2017- Ronchi


































Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?