Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...
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Piazza Tito ha il tempo contato a Capodistria? Si affianca ora il vecchio nome Piazza del Duomo
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Capodistria ( Koper) è una piccola città a pochi passi da Trieste e fa parte di quel triangolo virtuale marittimo che vede nel giro di un niente tre grandi porti guerreggiare tra di loro, Capodistria, Trieste e Venezia, perchè le ragioni di Stato a volte prevalgono su ogni buon senso degno di questo nome. Città conosciuta nell'antica grecia come Aegida, poi varie varianti che porteranno all'attuale Capodistria, Koper, passando da una lunga dominazione veneziana, poi l'Impero Austroungarico dall'inizio del 1800 fino alla fine della prima guerra mondiale che vedrà su Capodistria una breve parentesi italiana, poi la contesa e l'assegnazione alla Jugoslavia prima, Slovenia poi. La liberazione di Capodistria nella seconda guerra mondiale avverrà il 30 aprile del 1945, quando a Trieste iniziavano timidamente le prime forme di insurrezione. E da lì si rivedrà profondamente la toponomastica, con vie e piazze ed anche statue dedicate alla resistenza, agli eroi del popolo, a Tito. Ma caduta la Jugoslavia con una guerra tremenda, agghiacciante, caduto il comunismo, a ruota libera cadono e cadranno le piazze e le vie dedicate a chi ha fatto la Jugoslavia, e soprattutto al simbolo del comunismo jugoslavo e della slavizzazione di varie zone ancora oggi seppur in modo oramai anacronistico contese.
A Capodistria oggi il bilinguismo è garantito, meglio che in Italia nei confronti degli sloveni, praticamente tutte le insegne delle attività commerciali sono tradotte in italiano, anche diverse indicazioni ed informazioni sono riportate in italiano ed è difficile che a Capodistria non si conosca l'italiano, ma come è stato fatto osservare si tratta più di robe di facciata che di sostanza perchè gli italiani autoctoni son sempre di meno. E dopo 70anni circa Piazza Tito inizia a cedere perchè con la scusa di recuperare la vecchia identità storica di Capodistria affiancando il vecchio nome, quale "già Piazza del Duomo - detta Piassa" si sono chiaramente poste le basi per la rimozione di Piazza Tito. Un primo passo è stato fatto ed è incontestabile che si arriverà alla caduta di Piazza Tito. Chi lo avrebbe detto che ci avrebbero messo così poco? Neanche un secolo è passato...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
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