Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Piazza Tito ha il tempo contato a Capodistria? Si affianca ora il vecchio nome Piazza del Duomo



Capodistria ( Koper) è una piccola città a pochi passi da Trieste e fa parte di quel triangolo virtuale marittimo che vede nel giro di un niente tre grandi porti guerreggiare tra di loro, Capodistria, Trieste e Venezia, perchè le ragioni di Stato a volte prevalgono su ogni buon senso degno di questo nome. Città conosciuta nell'antica grecia come Aegida, poi varie varianti che porteranno all'attuale Capodistria, Koper, passando da una lunga dominazione veneziana, poi l'Impero Austroungarico dall'inizio del 1800 fino alla fine della prima guerra mondiale che vedrà su Capodistria una breve parentesi italiana, poi la contesa e l'assegnazione alla Jugoslavia prima, Slovenia poi. La liberazione di Capodistria nella seconda guerra mondiale avverrà il 30 aprile del 1945, quando a Trieste iniziavano timidamente le prime forme di insurrezione. E da lì si rivedrà profondamente la toponomastica, con vie e piazze ed anche statue dedicate alla resistenza, agli eroi del popolo, a Tito. Ma caduta la Jugoslavia con una guerra tremenda, agghiacciante, caduto il comunismo, a ruota libera cadono e cadranno le piazze e le vie dedicate a chi ha fatto la Jugoslavia, e soprattutto al simbolo del comunismo jugoslavo e della slavizzazione di varie zone ancora oggi seppur in modo oramai anacronistico contese. 
A Capodistria oggi il bilinguismo è garantito, meglio che in Italia nei confronti degli sloveni, praticamente tutte le insegne delle attività commerciali sono tradotte in italiano, anche diverse indicazioni ed informazioni sono riportate in italiano ed è difficile che a Capodistria non si conosca l'italiano, ma come è stato fatto osservare si tratta più di robe di facciata che di sostanza perchè gli italiani autoctoni son sempre di meno. E dopo 70anni circa Piazza Tito inizia a cedere perchè con la scusa di recuperare la vecchia identità storica di Capodistria affiancando il vecchio nome, quale "già Piazza del Duomo - detta Piassa" si sono chiaramente poste le basi per la rimozione di Piazza Tito. Un primo passo è stato fatto ed è incontestabile che si arriverà alla caduta di Piazza Tito. Chi lo avrebbe detto che ci avrebbero messo così poco? Neanche un secolo è passato...
 
Marco Barone


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