La comunità di Ronchi abbraccia la famiglia di Giulio Regeni

Non esiste altro modo che definire come un grande ed immenso abbraccio quello che si è realizzato nella serata di sabato 11 novembre a Ronchi nella sala della Chiesa di Santa Maria Madre. L'abbraccio alla famiglia di Giulio Regeni, a papà Claudio, alla mamma Paola, alla sorella Irene, ad una famiglia meravigliosa che non ha mai smesso per un solo giorno in questi oltre 21 mesi da quel maledetto 3 febbraio 2016 di battersi per la verità e giustizia per Giulio.

Diciamolo pure, quello che è successo dopo la barbara uccisione di Giulio per mano e volere di chi qualcuno lo vorrebbe ancora come innominabile, è un qualcosa di assolutamente straordinario pur nella drammaticità di questa storia, che è diventata la nostra storia. Da quasi due anni continua a resistere, a crescere, a battere colpi ogni giorno ed essere sempre lì in rete la parola chiave, verità per Giulio. E' in continuo movimento. Internazionale, globale, senza età, Ha raggiunto ogni angolo di questo nostro mondo. Ha preso cittadinanza ovunque, a partire da quell'Egitto dove sono centinaia i giovani scomparsi e torturati. Proprio come accadeva nella dittatura argentina, cilena, franchista. Ma qui si è fatto finta di non vedere. Perchè l'Egitto è l'Egitto, gli interessi economici sono importanti, è una zona strategica fondamentale nell'area mediterranea e può ricattare in qualsiasi momento. Ma ci sono cose che vanno oltre. Una sorta di scudo. E quando questo cresce, e cresce e cresce ancora, nessun ricatto potrà tenere. E questo scudo travolgerà complici di assassini senza scrupoli, travolgerà gli omertosi, travolgerà chi ha messo in ultimo piano i diritti civili, i diritti umani, a favore di quelli soliti e tipici di una società cattiva, cinica e dopata dal danaro e dal potere. Questo lo hanno capito tutti. A partire dai giovani.

Un tempo sarebbe stato difficile parlare ai più giovani di quello che è successo a Giulio. Invece si è riuscito a farlo, si è riuscito a far comprendere cosa è accaduto. A partire anche dalle scuole dove non è difficile incontrare uno striscione, un manifesto, con scritto Verità per Giulio.
E la risposta è stata siamo cittadini del mondo, la risposta è stata raccogliere le parole di Giulio per seminarle ovunque, la risposta è stata conoscenza, libertà, sapere, comunità, solidarietà. Tante componenti che hanno fatto in modo che Giulio, pur non conoscendolo, lo senti effettivamente come un tuo amico, come un tuo fratello, come un componente della tua famiglia, lo senti qui con te.  

Di situazioni tremende e difficili ve ne sono state anche dopo quel 3 febbraio, dall'uccisione di quattro ragazzi accusati di aver fatto parte del gruppo di rapimento di Giulio ad altre menzogne e calunnie create ad hoc, dal ritorno dell'ambasciatore dopo il ritiro, ai rapporti economici, politici e culturali che con l'Egitto son continuati come se niente fosse, e raggiungendo i picchi più elevati proprio nel 2017, all'arresto di avvocati che collaborano con il gruppo legale della famiglia Regeni, all'arroganza di un potere che ora si permette pure di attaccare, nonostante tutto quello che ha fatto, allo sviamento su Cambridge a chissà quante altre cose indecenti ancora si dovrà assistere.

Ma, come è stato ricordato nella serata di Ronchi, non ci si deve fare distogliere, da operazioni sviamenti, malelingue, da strategie governate da menti diaboliche, perchè la linea retta da seguire è una sola, non ve ne sono altre. Ed è quella intrapresa con enorme fatica, dolore ma incredibile determinazione dalla famiglia di Giulio. Il resto non conta.

E soprattutto la cosa più importante è che la famiglia di Giulio non è sola e non lo sarà mai, non solo a partire da chi si è schierata con loro fin dal principio, da Amnesty, all'avvocata Ballerini, ma vi è una comunità intera, multiforme, internazionale, che parla mille lingue, con mille orientamenti, con mille culture diverse, ma unita tutta da un solo aspetto, fondamentale, la verità per Giulio, la giustizia per Giulio. Che come tutte le verità non ha e non dovrà e non potrà avere alcun tipo di colore "politico".

In una serata promossa dall'ANPI di Ronchi con l'associazione culturale Leali delle Notizie, Arci Curiel di San Canzian, con il patrocinio del Comune di Ronchi, Coop alleanza 3.0 e Bcc Staranzano Villesse, si sono toccati diversi aspetti, si è voluto soprattutto raccontare Giulio.  

Una sala strapiena, con persone di tutte le età, ma soprattutto giovanissimi. Vi sono stati gli interventi della presidente dell'ANPI, del Sindaco di Ronchi, del vice Sindaco di Fiumicello, di don Umberto. Meravigliosa è stata la coralità del coro note in crescendo, dell'associazione corale le note allegre, che ha emozionato e coinvolto. 


La prima parte della serata si è conclusa con gli splendidi messaggi collettivi dei ragazzi della Consulta di Ronchi e dei ragazzi del Governo dei giovani di Fiumicello. Dalla favola di Rodari, a Iqbal Masih a Malala, una lettura continua di pensieri da parte di chi ha dato il titolo alla serata" Ragazzi cittadini del mondo" e titolo più giusto non poteva esserci, perchè è stato pienamente sostanza. Quella sostanza che ha continuato ad accompagnare i presenti con le parole e le riflessioni di don Gigi, che raccontava gli scambi di opinione e di vedute con Giulio, alla professoressa Vanni che ha ben conosciuto Giulio e tramesso i suoi ricordi e  la sua emozione umana, e voglia  assoluta di giustizia e verità, ai genitori di Giulio, che hanno concluso la serata, raccontando con una semplicità umana profonda quel Giulio che molti di noi non conoscevano. 


Ed era come essere lì con lui. Come aver fatto un viaggio nel tempo. Un ragazzo determinato, studioso,  anche testa dura, curioso, con la voglia di viaggiare, di conoscere, di comunicare, di aiutare, un ragazzo cittadino del mondo che sapeva ascoltare, che ha avuto i suoi sogni infranti in quell'Egitto che storicamente ha dato tante bellezze al mondo, anche se a prezzi altissimi pagati dalla povera gente e in quel fine gennaio ed i primi di febbraio del 2016 ha esposto al globo intero la sua bestialità disumana. Che fino a quel momento veniva nascosta dai media.

La comunità di Ronchi, che fin dall'inizio si è attivata a sostegno della famiglia di Giulio, non ha dimenticato Giulio e non lo dimenticherà mai e l'iniziativa di questo 11 novembre è stata solo un primo momento, un primo grande e collettivo abbraccio umano e di solidarietà e la solidarietà è una cosa straordinaria, indefinibile, è potente.

Marco Barone

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