Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Dal museo Egizio di Torino alla biblioteca di Barletta, si dedicano le sale a Giulio Regeni, l'Italia che non si arrende



Il giallo è diventato il nuovo simbolo di questa nuova durissima resistenza. Si è scritto che il giallo conquista l'Italia, ed è vero. Dalle scuole, alle biblioteche, ai Comuni alle auto, ai balconi ai polsi delle persone. 
Una tempesta di giallo in movimento, una tempesta che non vuol dare tregua e mai la darà a chi tenta la via della normalizzazione con quell'Egitto criminale dove tra condanne a morte, sparizioni e violenze inaudite si vorrebbero chiudere bocca, occhi e orecchie per intraprendere la via della dimenticanza, dell'oblio, del tanto non vi è più nulla da fare, del diventar amici come prima se non più di prima. Come ammazzare due o più volte chi è stato ucciso da un sistema criminale che si è attivato in tutti i modi leciti e non leciti per ostacolare la via della giustizia e della verità.
Intanto l'Italia che non si arrende, e che dopo 22 mesi dalla cattura ed uccisione di Giulio continua in ogni circostanza, luogo o momento, con piccole o grandi cose, dove nulla è mai superfluo, a pretendere e non semplicemente chiedere verità per Giulio e per lui per tutti coloro che hanno subito lo stesso trattamento disumano nella terra delle piramidi. E tra queste circostanze vi è quella di intitolare non in contrapposizione a qualcuno od a qualcosa, ma in modo profondamente propositivo, a Giulio anche delle sale nei luoghi della cultura, come accaduto a Torino, al museo Egizio, un luogo non casuale, come accaduto a Palmanova, come accaduto a Barletta e non solo e come accadrà in tanti altri luoghi. 
Questo fiume è inarrestabile, non lo si potrà più fermare. Cambieranno i governi, cambieranno gli indirizzi politici, cambieranno gli ambasciatori, cambieranno gli uomini e le donne dello Stato, tutto è destinato a passare, ma non cambierà mai e non passerà mai la determinazione che accompagna giorno e notte la famiglia di Giulio e tutta la comunità internazionale che la sostiene ed è sempre più grande, cresce giorno dopo giorno, ora dopo ora.

Marco Barone 


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