I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

Immagine
  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

A Trieste nominato il nuovo direttore dell'USR, in bocca al lupo


Dopo le dimissioni della dott.ssa Misso, come era stato promesso, in tempi rapidissimi si è provveduto a nominare il nuovo direttore dell'USR del FVG. E forse per la prima volta od al massimo si tratterà di una delle prime volte, in cui il dirigente chiamato a condurre questo importate articolazione ministeriale, anche se inspiegabilmente declassata da Roma stante la complessità territoriale del FVG ed il suo essere Regione a Statuto speciale, appartiene alla minoranza slovena.  Cosa che probabilmente farà venire il mal di pancia a qualcuno.
In una regione dove ricordiamo che si attende la diffusione del bilinguismo in modo radicale e sostanziale, poichè tra le altre cose non ci si deve mai dimenticare che il FVG  deve la sua specialità anche alla minoranza linguistica slovena, che fa parte della storia e delle radici di questa piccola ma importante zona di confine italiana. 
 Quello che si appresta a vivere la scuola sarà un periodo molto delicato, anche perchè verrà sicuramente travolta dalla campagna elettorale stante il noto meraviglioso capolavoro realizzato con la "buona scuola". 

Il dirigente come è emerso sul Piccolo di Trieste ha evidenziato qualche sofferenza tra Roma e Trieste, per " lontananza" ma anche con la Regione " per l'incrocio delle competenze". Evidenziando altresì che l'Ufficio è stato per "troppo tempo bistrattato" ed ha l'assoluta necessità di ritrovare la "dignità in modo da poter poi incidere favorevolmente nella risoluzione dei problemi delle scuole".
Altro non si può fare che augurare al nuovo direttore un sorta di in bocca al lupo.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?