Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

A Trieste nominato il nuovo direttore dell'USR, in bocca al lupo


Dopo le dimissioni della dott.ssa Misso, come era stato promesso, in tempi rapidissimi si è provveduto a nominare il nuovo direttore dell'USR del FVG. E forse per la prima volta od al massimo si tratterà di una delle prime volte, in cui il dirigente chiamato a condurre questo importate articolazione ministeriale, anche se inspiegabilmente declassata da Roma stante la complessità territoriale del FVG ed il suo essere Regione a Statuto speciale, appartiene alla minoranza slovena.  Cosa che probabilmente farà venire il mal di pancia a qualcuno.
In una regione dove ricordiamo che si attende la diffusione del bilinguismo in modo radicale e sostanziale, poichè tra le altre cose non ci si deve mai dimenticare che il FVG  deve la sua specialità anche alla minoranza linguistica slovena, che fa parte della storia e delle radici di questa piccola ma importante zona di confine italiana. 
 Quello che si appresta a vivere la scuola sarà un periodo molto delicato, anche perchè verrà sicuramente travolta dalla campagna elettorale stante il noto meraviglioso capolavoro realizzato con la "buona scuola". 

Il dirigente come è emerso sul Piccolo di Trieste ha evidenziato qualche sofferenza tra Roma e Trieste, per " lontananza" ma anche con la Regione " per l'incrocio delle competenze". Evidenziando altresì che l'Ufficio è stato per "troppo tempo bistrattato" ed ha l'assoluta necessità di ritrovare la "dignità in modo da poter poi incidere favorevolmente nella risoluzione dei problemi delle scuole".
Altro non si può fare che augurare al nuovo direttore un sorta di in bocca al lupo.

Marco Barone

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