Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Terrorismo Londra: I servizi segreti lo avevano detto-Europa a rischio di attacchi imminenti


Raqqa città importante per l'ISIS praticamente non esiste più. Mosul attende di essere liberata completamente da mesi. Ma radere al suolo le città del fantomatico stato islamista non significa aver vinto la guerra. Perchè questa guerra continuerà e continuerà soprattutto in Europa con diverse varianti. E' inutile dire e ripetere il solito e noioso ed illusorio mantra la paura non vincerà. Con la paura ci devi convivere, con il terrorismo pure, non vi è nulla da fare. E' come una malattia che si accanisce contro di te. Ancora non esiste il vaccino, non esiste il medicinale che la può stroncare, esistono solo delle cure sperimentali, palliative. Un giorno arriverà la medicina che debellerà questa malattia, ma fino a quel momento, che non sai come e quando arriverà, non potrai fare altro che adattarti e comprendere soprattutto a livello mentale e psicologico come affrontarla, come conviverci. Non con passività, perchè dovrai collaborare perchè la cura possa arrivare il prima possibile, ma con lucidità e senza alcun sentimentalismo. La paura ci rende più umani, il non aver paura ti rende disumano e ti illude e l'illusione rischia di essere altamente diabolica.
Ci vorranno decenni e decenni per demolirlo questo terrorismo e quello che nascerà dalla sua evoluzione od involuzione. Cambierà sigla, ci saranno nuovi gruppi, chi può dirlo ma certamente occorreranno diverse generazioni, è un processo lungo, meticoloso, difficile, pieno di imprevedibilità. In una Europa in pieno caos con la Brexit da un lato e la questione del referendum della Catalogna dall'altro che aprirà la via ad altre situazioni similari. L'Europa è in fase di disgregazione totale. I servizi segreti lo avevano detto i primi di settembre. In Europa vi è il rischio imminente di attacchi. E si faceva espresso riferimento a cinque terroristi. Dei fatti sono accaduti a Tolosa, a Parigi, la bomba artigianale di Londra.  Grazie al cielo e probabilmente anche all'incapacità dei terroristi, non vi sono state vittime, ma purtroppo dei feriti sì. Ma non saranno probabilmente gli ultimi ed i Paesi interessati saranno diversi. Così come è evidente che l'Italia è a rischio elevato, più del solito, di essere colpita. Pare oramai certo che non è più una questione di se, ma solo di dove, come e quando. E comunque quanto accaduto a Londra riporta in mente quanto successo a Torino. Basta un niente per creare un grande ed indomabile effetto panico. Certo, a Londra è esplosa una piccola bomba artigianale, a Torino non vi è stato alcun attentato ma la paura ha trasformato dei rumori in una esplosione di una bomba che non c'era. E l'effetto è stato lo stesso, paura, fuga, feriti. E questa non è una banale opinione. Così come se è innegabile che internet è il canale principale di reclutamento per i terroristi islamisti, su ciò sorgono diverse perplessità. Si sa quali sono i canali che utilizzano per veicolare i loro messaggi, come Telegram. Ci sono siti a pagamento che ogni giorno monitorano il web islamista e comunicano quello che loro rivendicano od avrebbero intenzione di fare. Ci sono sicuramente agenti provocatori ed infiltrati, come è ovvio che sia, con le tecnologie a disposizione è impensabile che non si riesca ad intercettatore l'utente che frequenta questi gruppi, che non sono numerosi come è ben noto. Certamente sono stati sventati diversi attentati, e ciò è una notizia che fa meno scalpore dell'attentato riuscito, quando dovrebbe provocare lo stesso grado di attenzione. Così come l'istruzione, la cultura, la laicità, sono i principali mezzi sociali non repressivi importanti per debellare l'estremismo che porta al reclutamento di persone, considerate nella nostra società come nullità, ma destinate a divenire qualcuno solo nel terrorismo. E ci si deve chiedere perchè lì si sentono realizzati, con un gesto che porterà alla morte loro e le vittime inconsapevoli che si troveranno nel drammatico e beffardo posto sbagliato e momento sbagliato.  Ci si deve interrogare perchè i giovani terroristi sono sedotti dalla morte, da una vita fantomatica ultraterrena mandando in frantumi quella terrena, l'estremismo ora è religioso, ma presto sarà anche "politico", perchè ci sono generazioni che odiano questo mondo, son diventati dei mostri per colpa di questa società e troveranno nel martirio politico o religioso il loro senso di non vita, il loro essere qualcuno per un micidiale, terribile attimo di gloria orripilante. Il terrorismo è un prodotto collaterale o forse diretto della nostra società, ma ancora ci rifiutiamo di accettare questo concetto. Perchè ci consideriamo supremi, superiori, perfetti, al massimo vittime, ma mai artefici della nostra fine o dei nostri problemi.

Marco Barone 

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