I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Pasolini e se coloro che hanno cambiato la storia sono quelli che hanno saputo dire no


Ha colpito molto, nel film Pasolini il poeta maledetto, quanto affermato dal grande ed immenso poeta, ucciso brutalmente in quel litorale di Ostia divenuto noto ultimamente specialmente per la questione di "mafia capitale".  "Quelli che hanno cambiato la storia  non sono stati né i cortigiani né gli assistenti dei cardinali ma chi ha saputo dire no". Ed ha realmente ragione. La forza del no, della disobbedienza consapevole, del dissenso, del contrasto nei confronti di chi, protetto dallo scudo della propria arroganza, impone atti, decisioni, che sconvolgono non tanto il quieto vivere ma il bene comune. La forza del no è quella che ha determinato la resistenza, un no tramutato nel sì ai valori fondanti la rivoluzione francese, libertà, uguaglianza, fratellanza. Un no è quello che guida da oltre 25 anni la più importante lotta contro i poteri forti nel nostro disastrato Paese, quella No Tav, un no è quella forza che, giorno dopo giorno, porta nelle scuole i docenti a contrastare ( da qui la qualificazione contrastivi) i poteri "padronali" della "buona scuola", che minano la libertà d'insegnamento e la formazione di libere coscienze. 
Un no è la forza che nel Paese unisce le migliori anime, laicamente parlando, contro le mafie, dalla società civile, e parte delle Istituzioni, un no che si ribella anche nei confronti di chi ha abusato il termine ed il concetto antimafia per business e  per fungere da scivolo a favore della mafia stessa,  un no è quello che ha determinato la conquista dei diritti dei lavoratori, oggi massacrati, un no è ciò che ha determinato la forza per arrivare a lottare per i diritti civili, anche se in Italia, come ha ricordato la Commissione europea contro il razzismo, siamo in profondo ritardo, un no è il cuore della lotta continua per la libertà di stampa, in un Paese fondante l'Unione Europea che è nelle classifiche che contano in posti imbarazzanti. Perché imbarazzante è il nostro Paese, un Paese che crolla giorno dopo giorno, un Paese dove corruzione, malaffare, mafie e mancanza di laicità e mancanza di rispetto per il bene comune hanno portato al fallimento della nostra democrazia, in un Paese che sembra essere destinato inevitabilmente verso la catastrofe totale. E sarà il no del 4 dicembre probabilmente a segnare il fallimento di un progetto politico che nasce da lontano, dalle peggiori stanze della politica italiana ed internazionale, un no che porrà fine allo scontro generazionale ed invertirà la rotta affinché possa emergere la solidarietà generazionale. Il no è il meglio del Paese, anche se demonizzato e temuto, perchè dire no significa essere liberi da compromessi.
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?