Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

La scuola pubblica voterà no al referendum costituzionale,anche per sanzionare la "buonascuola"



Lo sciopero di maggio 2015 è stato epocale. Poco più del 72% del personale della scuola ha scioperato contro la peggiore Legge in materia d'Istruzione mai scritta, e soprattutto scritta contro la volontà della maggioranza assoluta della comunità scolastica. Purtroppo, sappiamo come è andata a finire. Son finiti i tempi dove la democrazia contava qualcosa, dove la volontà del popolo aveva un peso. Son finiti i tempi dove la legge sul divorzio è stata possibile con un governo mica comunista. Perché in quel tempo il popolo aveva un peso, contava. Poi con il susseguirsi delle leggi e leggine elettorali la democrazia è stata ridotta ad un misero spettacolo. Sono i poteri economici, finanziari che governano con le loro marionette od espressione del potere considerato. Una legge disastrosa quella della "buona scuola". Che ha trasformato le scuole in vere e proprie caserme, strada spianata dai precedenti governi, ma ora il dado è tratto. Il diritto di critica è ai minimi termini, perchè se stai sulle palle al sistema questo può oltre che sanzionarti in modo pesante, e valutari in modo negativo, sballottarti da una parte all'altra d'Italia. Pensa ai cazzi toi si direbbe in calabrese. Già. Però ci sono momenti in cui la vendetta può essere esercitata. E quale migliore occasione del 4 dicembre? Due piccioni con una fava, anche se poi in pochi conoscono l'origine del due piccioni con una fava, ma poco importa. Un no per contrastare una riforma decisionista, che centralizza tutto nelle mani di pochi, in un sistema fortemente e complessivamente antidemocratico, dove sarà più facile dichiarare lo stato di guerra, dove sparisce ogni rappresentanza slovena dal Parlamento, certo cosa che interessa a pochi, ma emblematica del tutto, dove entro 70 giorni il governo "costringerà" il parlamento a far approvare quello che minchia decide,  alla faccia della separazione tra potere legislativo ed esecutivo, dove sparisce il CNEL, che oggi non funziona bene, è vero, così come è vero che i costi attuali riguardano dipendenti e la Villa che lo ospita ( costi che ci saranno  anche dopo la sua abolizione eventuale) anziché demolirlo andrebbe riformulato, perchè serve un minimo organo intermedio tra le varie parti sociali nel mondo del lavoro, dove lo Stato supererà ogni resistenza democratica territoriale per le grandi opere reputate strategiche a livello nazionale, TAV docet ecc ecc ecc.  Ed un no per mandare a casa uno dei governi più antipatici d'Italia. Sono poco più di un milione i dipendenti nella scuola, se poi ci mettiamo famigliari e non solo, può venir fuori un bel pacchetto di voti per fare un bel pacco di regalo al governo che più sinistro non si può, forse.

Marco Barone

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