La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

La scuola pubblica voterà no al referendum costituzionale,anche per sanzionare la "buonascuola"



Lo sciopero di maggio 2015 è stato epocale. Poco più del 72% del personale della scuola ha scioperato contro la peggiore Legge in materia d'Istruzione mai scritta, e soprattutto scritta contro la volontà della maggioranza assoluta della comunità scolastica. Purtroppo, sappiamo come è andata a finire. Son finiti i tempi dove la democrazia contava qualcosa, dove la volontà del popolo aveva un peso. Son finiti i tempi dove la legge sul divorzio è stata possibile con un governo mica comunista. Perché in quel tempo il popolo aveva un peso, contava. Poi con il susseguirsi delle leggi e leggine elettorali la democrazia è stata ridotta ad un misero spettacolo. Sono i poteri economici, finanziari che governano con le loro marionette od espressione del potere considerato. Una legge disastrosa quella della "buona scuola". Che ha trasformato le scuole in vere e proprie caserme, strada spianata dai precedenti governi, ma ora il dado è tratto. Il diritto di critica è ai minimi termini, perchè se stai sulle palle al sistema questo può oltre che sanzionarti in modo pesante, e valutari in modo negativo, sballottarti da una parte all'altra d'Italia. Pensa ai cazzi toi si direbbe in calabrese. Già. Però ci sono momenti in cui la vendetta può essere esercitata. E quale migliore occasione del 4 dicembre? Due piccioni con una fava, anche se poi in pochi conoscono l'origine del due piccioni con una fava, ma poco importa. Un no per contrastare una riforma decisionista, che centralizza tutto nelle mani di pochi, in un sistema fortemente e complessivamente antidemocratico, dove sarà più facile dichiarare lo stato di guerra, dove sparisce ogni rappresentanza slovena dal Parlamento, certo cosa che interessa a pochi, ma emblematica del tutto, dove entro 70 giorni il governo "costringerà" il parlamento a far approvare quello che minchia decide,  alla faccia della separazione tra potere legislativo ed esecutivo, dove sparisce il CNEL, che oggi non funziona bene, è vero, così come è vero che i costi attuali riguardano dipendenti e la Villa che lo ospita ( costi che ci saranno  anche dopo la sua abolizione eventuale) anziché demolirlo andrebbe riformulato, perchè serve un minimo organo intermedio tra le varie parti sociali nel mondo del lavoro, dove lo Stato supererà ogni resistenza democratica territoriale per le grandi opere reputate strategiche a livello nazionale, TAV docet ecc ecc ecc.  Ed un no per mandare a casa uno dei governi più antipatici d'Italia. Sono poco più di un milione i dipendenti nella scuola, se poi ci mettiamo famigliari e non solo, può venir fuori un bel pacchetto di voti per fare un bel pacco di regalo al governo che più sinistro non si può, forse.

Marco Barone

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