Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

A Ronchi le elezioni vinte con il voto di un quinto della popolazione, la democrazia traballa

 
Questa mia breve riflessione trae spunto dall'ultimo evento elettorale, quale quello di Ronchi. A Ronchi come è noto si è registrata una grande astensione, abbiamo un Sindaco eletto con i voti di soli 1906 cittadini su 10 mila elettori, con una partecipazione al voto di poco più di 5000 cittadini.  Dunque praticamente un quinto della popolazione ha determinato il Sindaco e l'attuale amministrazione governa con i voti di un quinto della popolazione. Questi sono i dati che contano, e quando ciò accade altro non è che la conferma che questa democrazia non funziona più, non appassiona più. A Ronchi non ha vinto la destra, come rischia di vincere a Monfalcone per motivi ben noti e soprattutto perchè la sinistra ha smesso di essere sinistra, ma una coalizione mista, che ha certamente una forte prevalenza di destra, ma non è corretto dire che ha vinto la destra. E comunque si registrerà una continuità con dieci anni pregressi di amministrazione, perchè è evidente a tutti che, salvo qualche personalismo, hanno governato fino al giorno prima delle elezioni insieme buona parte di coloro che si trovano alle opposizioni oggi, parlo del PD con chi oggi amministra il nostro piccolo Comune. Così come ancora una volta è emersa la conferma che i voti dei 5stelle sono, quasi sempre, funzionali alla sconfitta della sinistra, d'altronde non ho sentito una sola cosa tipicamente di sinistra da questo movimento/partito alle elezioni a Ronchi e se è stata detta è sfuggita ai più. Poco importa. Basta vedere i programmi per notare che le differenze sui temi che contano sono inesistenti. Il polo intermodale lo sosterranno entrambi, ( mi riferisco a Pd ed attuale amministrazione) i migranti non li accoglieranno per ragioni ben note, la toponomastica non vogliono modificarla, il teatro non lo vogliono fare ecc.  Si deve essere consapevoli che con le UTI, nei Comuni non capofila, i consigli comunali conteranno meno di zero e meno di zero le opposizioni salvo che non siano finte opposizioni e braccia di sostegno alla maggioranza. Ora l'attenzione si sposterà sul 4 dicembre, e sia che vinca il sì, che il no che io sostengo attivamente, nulla in ogni caso sarà politicamente come prima e ciò rischia di avere dei riflessi anche a Ronchi. Insomma il dato su cui riflettere è l'enorme astensione che rischia di delegittimare la politica rappresentativa attuale anche nei nostri Comuni.
 
Marco Barone

Commenti

  1. Il fatto è che di questa tornata elettorale, negativa per la pseudosinistra, non ne parla nessuno...

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