I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

A Doberdò colpite le corone del Presidente della Repubblica italiana e slovena. Vandalismo od atto politico?

La parte più importante della visita del Presidente della Repubblica Italiana e della Slovenia nel goriziano è stata sicuramente la tappa di Doberdò, Doberdob. Dove nel nome dell'amicizia, tra popoli divisi soprattutto dal fascismo, e che hanno ritrovato unità e solidarietà grazie alla resistenza, è stato inaugurato l'importante monumento dedicato ai soldati sloveni caduti sul fronte dell'Isonzo tra il 1915 e il 1917. 
 
foto dal Piccolo
Ma in uno di questi giorni di novembre, le corone dei due Presidenti della Repubblica sono state colpite. Una gettata per terra, senza il nastrino, una seconda spezzata a metà, probabilmente per togliere il nastrino. L'obiettivo, dunque, sembravano essere i nastrini della Presidenza della Repubblica dei rispettivi Paesi. Non è stato toccato il mazzo di fiori del Comune di Doberdò. Semplice vandalismo, come molti sembrano intendere tale atto, od atto nazionalistico e politico che ha voluto colpire due simboli massimi delle nostre Istituzioni, con lo scopo di voler negare l'amicizia e la collaborazione tra Italia e Slovenia? Cosa farsene di due nastrini del genere? Tenerseli a casa come ricordo, dopo una simile porcata di gesto? O strapparli da quel luogo, come segno di odio?

Seguono alcune foto fatte nella giornata del 13 novembre 

Marco Barone 








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