Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

L'ennesimo intervento della Presidente della Regione su Fincantieri è inutile assist elettorale per Monfalcone?

Sono anni che la Presidente della Regione del FVG, in determinati momenti, parla della questione degli appalti nel sistema Fincantieri. Per esempio ciò è accaduto nel 2015 quando in una specifica riunione dove si è approfondito il problema della trasparenza negli appalti e le conseguenze sul tessuto sociale del mandamento Monfalconese il prefetto e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali sottolineavano la necessità di rinnovare e migliorare il Protocollo sulla trasparenza degli appalti sottoscritto con Fincantieri nel 2007. Ma segnalazioni simili sono accadute anche in passato, basta fare una ricerca su internet. Dunque niente di nuovo in pentola quando è stato affermato: "le dichiarazioni in tema di appalti e subappalti alla Fincantieri di Monfalcone fatte dalle organizzazioni sindacali in occasione del Giubileo della Misericordia "sono gravi e l'Azienda ha il dovere di verificare e capire se effettivamente sono casi che sono accaduti all'interno dello stabilimento". Fincantieri ha risposto nel modo che conosciamo, "nel solo 2015, 143 visite ispettive, 110 nel 2014 e che, quindi, se ci fossero state eventuali irregolarità queste sarebbero emerse." Il problema è che la Fincantieri di Monfalcone conta solo 1.500 dipendenti diretti, ed una media di 5.000 occupati dell'indotto, 670 dei quali legati alla fabbrica navalmeccanica da contratti di somministrazione. Esternalizzazione del lavoro, frammentazione, divisione, che hanno compromesso non solo l'uguaglianza in materia di diritti ma anche l'unitarietà della lotta, situazioni che poi hanno manifestato le conseguenze ben note nel problema di convivenza sociale sussistente a Monfalcone. Dunque, può essere considerato come assist elettorale in vista del ballottaggio a Monfalcone il tutto? Visto che nulla di nuovo è emerso? A Monfalcone non verrà mai perdonato che per i 44 operai ammazzati dall'amianto, il Comune abbia revocato la sua importante costituzione di parte civile nel processo amianto bis e poi alle porte della sentenza. Così come è veramente ignobile che il tutto venga strumentalizzato per fini elettorali da certe soggettività politiche che non risulta abbiano realmente mosso, prima, un dito in materia.  Non dimentichiamoci comunque che la Fincantieri è controllata 72,5% da Fintecna S.p.A che a sua volta è controllata al 100% dalla Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta è controllata all'80,1% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ergo la proprietà in sostanza è dello Stato italiano che come ci ha insegnato diverse volte più che affermare un concetto di stato di diritto, ha concretizzato un diritto per lo Stato, e di questo se ne deve sempre tenere conto. E l'ultima vicenda che ha riguardato proprio il caso sequestro preventivo e decreto d'urgenza da parte del Governo, docet certamente. Quello che serve a Monfalcone è una sinistra che sappia stare dalla parte del mondo del lavoro, dei diritti dei lavoratori, che sappia sostenere le lotte operaie,senza compromessi, che sappia guidare le lotte operaie, una sinistra tutta da ricostruire e sicuramente ciò, a parer mio, non potrà accadere con quel partito che a livello nazionale ha distrutto l'articolo 18, estremizzato la precarietà, la flessibilità, che si chiama PD.

Marco Barone  

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