Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

L'abolizione integrale del CNEL è sbagliata, meglio la conversione in una sorta di CESE

Molti non conoscevano neanche l'esistenza del CNEL. Non è la prima volta che si propone la sua abolizione. Spesso ci si collegava al sito del CNEL per la sua corposa banca dati, per aver a disposizione i contratti collettivi ed integrativi di riferimento. Come è noto questo organismo è previsto dall'articolo 99 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge." Istituito nel 1957,  attualmente i consiglieri non sono 64 come previsti dalla Legge, ma 24, i costi attuali sono di circa 9 milioni, e non 20, poiché con la pregressa Legge di Stabilità sono stati cancellati rimborsi, indennità ecc. 
E buona parte delle spese sono destinate al mantenimento della enorme Villa Lubin, che qualcuno dovrà pur mantenere anche dopo l'abrogazione eventuale del CNEL, e per il personale, che non potrà e non dovrà mica essere licenziato. Complessivamente, nel corso degli oltre cinquant'anni di attività il Consiglio ha elaborato 970 documenti, così raggruppati per tipologia: 96 Pareri; 350 testi di Osservazioni e Proposte; 14 Disegni di legge; 270 Rapporti e Studi; 90 Relazioni; 130 Dossier che raccolgono gli atti di convegni ospitati al CNEL. Poco, pochissimo rispetto a quello che avrebbe dovuto fare. Ma abolirlo è giusto? E' più giusta una sua conversione in una sorta di CESE.
Il CESE è un organo consultivo dell'Unione europea. Istituito nel 1957, esso fornisce consulenza qualificata alle maggiori istituzioni dell'UE I membri del CESE rappresentano un ampio ventaglio di interessi economici, sociali e culturali nei rispettivi paesi. All'interno del Comitato sono divisi in tre gruppi: "Datori di lavoro", "Lavoratori" e "Attività diverse" (agricoltori, consumatori, ambientalisti, associazioni delle famiglie, ONG ecc.). In questo modo costituiscono un vero e proprio ponte tra l'UE e le organizzazioni della società civile degli Stati membri. Il rischio è che venga meno una forma di mediazione e rappresentanza intermedia che possa essere importante per gli equilibri da definire nel mondo complesso del lavoro, dove precarietà, schiavismo, azzeramento dei diritti sembrano essere la normalità anche in Italia.
Marco Barone 

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