Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

"Anche se tu sei normale" ed io vi dico mi fate schifo

Anche se tu sei normale. Cosa significa essere normale? Seguire la norma, essere conforme alla norma, essere consueto, ordinario, regolare. Ma dopo le crociate contro l'omosessualità non si era ben affermato il concetto che omosessuale significa normale? Essere umano? Persona? Che non significa malattia, che necessita cure od esorcismi? Anche se tu sei normale. Sicuramente i dogmi che vengono lanciati dai vertici alti della Chiesa contro l'inesistente teoria gender, non aiutano per l'affermazione di una naturale normalità. D'altronde questa affermazione è in parte negata anche dalla Legge "Cirinnà". Una legge piena di omissioni, lacune, volute, una legge giuridicamente imbarazzante, perchè non si è osato, non si è voluto conseguire quella normalità che avrebbe portato ad una condizione di parità. Ma la Commissione Europea contro il Razzismo a giugno 2016 lo ha scritto in modo fermo e deciso, l'articolo 3 della Costituzione in Italia è violato. E nella dimensione locale questo è quanto accaduto nel caso della sala matrimoni.  E Trieste cammina in armonia con quello che accade nel resto d'Europa ed in un mondo che vuole un nuovo Limes e rischia una guerra catastrofica. Dovevano sposarsi, veder formalizzare il loro atto d'amore Davide e Claudio. Ma la sala matrimoni no se pol. No se pol per le coppie omosessuali. Se pol per le conferenze stampa, se pol per i matrimoni civili, ma per il resto no. Se pol però una bellissima sala di un palazzo museale, lontano dal salotto buono di Trieste, vicino a ponte curto, lì ove meglio si vede tramontare il sole e con questo i diritti e la condizione di normalità tra esseri umani. Anche se tu sei normale. Dunque, seguendo questo schema logico si potrà arrivare a dire anche se tu non sei nero o "negro", o muso giallo, o terrone, o schiavo, o barbaro, o bastardo. Anche se tu sei normale significa che tutto ciò che non rientra nella omologazione e nella standardizzazione dei valori ancestrali arcaici, propri di un tempo ove la classificazione razziale era la normalità, deve essere trattato di conseguenza. Come essere alieno, inferiore, da guardare male. A Trieste l'omofobia è sempre stata un problema, anche se azioni di resistenza vi sono state, è da Trieste che è partito il contrasto nazionale all'omofobia nelle scuole. Peccato che poi tale progetto si è perso nella sala del silenzio. Anche se tu sei normale significa che tu che non sei normale, non puoi essere trattato come tutti gli altri cittadini di questa città. Questo non è folclore politico, non sono semplici baggianate, meschinità, ed insulti. Questa è intolleranza. E l'unica cosa che mi viene da dire verso i teorici ed i sostenitori del concetto "anche se tu sei normale" è mi fate schifo.
 
Marco Barone  @ilKontrastivo

Commenti

  1. Normale, vuol dire che mi piace la bbiga...

    Se non ti garba, prenditela con madre natura...

    Sorry...

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