Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Allora Mattarella a Gorizia dovrebbe onorare i nostri partigiani e condannare le stragi nazifasciste

Il Presidente della Repubblica viene a Gorizia nel periodo coincidente storicamente con la disfatta di Caporetto per i fatti della prima guerra mondiale e per l'ennesimo sodalizio con i vicini sloveni. Qualcuno, visto che il Presidente si reca al Parco della Rimembranza, ha cercato di spostare il tiro invitandolo ad onorare il contestato lapidario. Premesso che la seconda guerra mondiale sarebbe finita non il 2 maggio ma il 9 maggio, premesso che i partigiani liberarono Gorizia dall'occupante nazifascista a partire dal primo maggio, a Gorizia si dimentica totalmente l'occupazione delle altre truppe alleate, che durerà fino al '47, si ometteranno le violenze che accadranno per la Gorizia italiana con la complicità e l'omertà delle truppe così dette alleate, e nel mentre si esaspera all'ennesima potenza la questione del lapidario, basta pensare ai tantissimi nomi indicati nella lapide del Parco della Rimembranza che risultano essere indicati erroneamente come deportati, eppure tali nomi sono ancora lì, nonostante molti di loro furono anche totalmente estranei ai fatti di cui a quella lapide. E vanto d'orgoglio che dovrebbe essere per tutte le città, dovrebbe esserlo per Gorizia,  il 14 maggio 1946, la Città di Gorizia è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana. E si dovrebbe a questo punto onorare la nostra resistenza, con l'eroica battaglia partigiana di e per Gorizia del settembre del 1943. Si dovrebbero ricordare a questo punto con la visita del Presidente al Castello di Gorizia le stragi naziste avvenute il  30 marzo del 1944 , 5 aprile, 13 aprile, 29 aprile, 31 luglio, 17 agosto, 2 gennaio 1945 e 8 aprile 1945.  Oppure, giusto per fare alcuni esempi indicativi, quanto accaduto il 4 novembre del 1926, sei anni dopo l'incendio per mano di simpatizzanti dannunziani ed ultra-nazionalisti che saranno fascisti della prima ora del Narodni dom, quando un manipolo di fascisti, festeggiando la Celebrazione della vittoria, accompagnati dal manganello, dal motto me ne frego ed inneggiando Viva l'Italia, aggredirono il Trgovski Dom il quale dopo l'assalto e dopo un decreto prefettizio di requisizione del 1927, diventerà la casa del Fascio. Ma come è noto il Presidente della Repubblica verrà per altri motivi a Gorizia, per il centenario della grande carneficina che nè a Gorizia nè in FVG è stato ricordato a dovere in un momento storico ove si rischia di  ricadere in un grande cataclisma collettivo.
 
Marco Barone 

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