Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

A Trieste tramonta il sole, insieme ai diritti, ma non tramonta la voglia di resistere. #Noncifaremoumiliare


Poteva essere una giornata splendida questa di metà ottobre a Trieste. L'Ursus che si rispecchia in ciò che rimane di una piccola pozza d'acqua

una nave da crociera è lì pronta a salpare mentre i gabbiani svolazzano senza infastidire i passanti di Trieste.


Trieste è in grado di essere una cornice meravigliosa. Ma oggi non lo è stata per Davide e Claudio. Dovevano sposarsi. Sì, è vero, la legge sulle unioni civili non prevede un vero e proprio matrimonio, sì è vero, è una legge imbarazzante e piena di omissioni, figlia della mancanza di coraggio perchè ostaggio di quella cultura religiosa che lancia anatemi contro l'inesistente teoria gender. Ma l'articolo 3 della Costituzione va oltre ogni legge ordinaria. Ed in Italia, come ha recentemente ricordato la Commissione Europea contro il razzismo non è applicato. Ed a Trieste lo abbiamo ben visto. Non che prima fosse tutte rosa e fiori. L'omofobia in questa città è sempre stata un problema. Ma ora la situazione peggiora, peggiora in armonia con quello che accade nel resto d'Europa e di un mondo che vuole un nuovo Limes e rischia una guerra catastrofica. Dovevano sposarsi, veder formalizzare il loro atto d'amore. Ma la sala matrimoni no se pol. No se pol per le coppie omosessuali. Se pol per le conferenze stampa, se pol per i matrimoni civili, ma per il resto no. Se pol però una bellissima sala di un palazzo museale, lontano dal salotto buono di Trieste, vicino a ponte curto, lì ove meglio si vede tramontare il sole.
Quel sole che molti sulla punta del molo audace in tale fine giornata hanno immortalato mentre fuggiva da una Trieste avvolta dal buio dell'odio e dell'intolleranza. Ma #noncifaremoumiliare è un nuovo e piccolo atto di resistenza. Si dovrà aver pazienza, tenacia, forza. Questa non è più la battaglia di Davide e Claudio, questa è una battaglia all'interno della guerra per i diritti civili dove le parole, come ha ricordato Davide, pesano e peseranno più delle canoniche armi e pietre. E la forza delle parole, della indignazione, travolgerà la meschinità di quella politica di un becero sistema reazionario che denigra l'immagine di Trieste a livello nazionale ed internazionale.

Marco Barone @ilKontrastivo

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