L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

A Trieste tramonta il sole, insieme ai diritti, ma non tramonta la voglia di resistere. #Noncifaremoumiliare


Poteva essere una giornata splendida questa di metà ottobre a Trieste. L'Ursus che si rispecchia in ciò che rimane di una piccola pozza d'acqua

una nave da crociera è lì pronta a salpare mentre i gabbiani svolazzano senza infastidire i passanti di Trieste.


Trieste è in grado di essere una cornice meravigliosa. Ma oggi non lo è stata per Davide e Claudio. Dovevano sposarsi. Sì, è vero, la legge sulle unioni civili non prevede un vero e proprio matrimonio, sì è vero, è una legge imbarazzante e piena di omissioni, figlia della mancanza di coraggio perchè ostaggio di quella cultura religiosa che lancia anatemi contro l'inesistente teoria gender. Ma l'articolo 3 della Costituzione va oltre ogni legge ordinaria. Ed in Italia, come ha recentemente ricordato la Commissione Europea contro il razzismo non è applicato. Ed a Trieste lo abbiamo ben visto. Non che prima fosse tutte rosa e fiori. L'omofobia in questa città è sempre stata un problema. Ma ora la situazione peggiora, peggiora in armonia con quello che accade nel resto d'Europa e di un mondo che vuole un nuovo Limes e rischia una guerra catastrofica. Dovevano sposarsi, veder formalizzare il loro atto d'amore. Ma la sala matrimoni no se pol. No se pol per le coppie omosessuali. Se pol per le conferenze stampa, se pol per i matrimoni civili, ma per il resto no. Se pol però una bellissima sala di un palazzo museale, lontano dal salotto buono di Trieste, vicino a ponte curto, lì ove meglio si vede tramontare il sole.
Quel sole che molti sulla punta del molo audace in tale fine giornata hanno immortalato mentre fuggiva da una Trieste avvolta dal buio dell'odio e dell'intolleranza. Ma #noncifaremoumiliare è un nuovo e piccolo atto di resistenza. Si dovrà aver pazienza, tenacia, forza. Questa non è più la battaglia di Davide e Claudio, questa è una battaglia all'interno della guerra per i diritti civili dove le parole, come ha ricordato Davide, pesano e peseranno più delle canoniche armi e pietre. E la forza delle parole, della indignazione, travolgerà la meschinità di quella politica di un becero sistema reazionario che denigra l'immagine di Trieste a livello nazionale ed internazionale.

Marco Barone @ilKontrastivo

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