Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Tra repressione del burkini, fertility day e reticolati e crocifissi ovunque

Non è un film dell'orrore. Ma la brutale realtà. Polizia francese che nelle spiagge invita le donne a togliersi il burkini, sanzionandole, in Italia si propone il mostruoso fertility day, ed anche la collocazione del crocifisso in ogni ovunque.Già. Parto da questo ultimo atto. Una proposta di legge leghista, depositata in Parlamento, che prevede praticamente la collocazione del crocifisso in ogni luogo, mancano solo i bagni, e se lo rimuovi rischi una sanzione fino a 1000 euro. Eppure non si deve dimenticare, come ha insegnato la storia che “ il Fascismo è veramente benemerito della religione; il Fascismo appena divenuto Governo riportò il Crocifisso nelle scuole, ed è partendo da questo primo atto che siamo poi arrivati alla Conciliazione; perché la Conciliazione si era già prima compiuta nello spirito in quanto il Fascismo aveva tradotto in varie leggi dello Stato quelli che sono i precetti fondamentali della religione cattolica.”Queste le parole espresse da un deputato nel 1929. E come è noto il presunto obbligo di esporre il crocifisso nelle aule risale ad un’epoca anteriore all’unità d’Italia. Poi, disposizioni amministrative ancora in parte vigenti, e che non sono atti giuridici primari, nonostante la caduta del fascismo e l'avvento della Costituzione, ne hanno sancito la pseudo-diffusione in alcuni luoghi pubblici, e comunque nella scuola secondaria superiore - non è prevista l'esposizione del crocifisso o consentita da alcuna norma né legislativa né regolamentare, dal momento che i regi decreti fascisti non riguardano questo grado di scuola. La laicità, la neutralità dello Stato va garantita. Il crocifisso è considerato come arredamento quando va bene, come simbolo della “civiltà europea” quando va male. A parer mio non è né arredamento, perché ciò è irrispettoso verso la religione, né simbolo della civiltà europea, perché le nostre radici sono multiformi, variegate, è nel cosmopolitismo che hanno trovato la loro forza, nella laicità, nella neutralità. Ma i tempi odierni corrono nella direzione opposta a questi valori fondanti ogni democrazia. Il problema è, ad esempio, il velo, pur essendo chiare le leggi in materia ed anche le sentenze, che ne legittimano, ad oggi, l'utilizzo. Ad esempio il tribunale di Cremona nel 2009 ha in sostanza affermato che la donna che in luogo pubblico (in un aula di tribunale) indossa il burqa – tradizionale velo islamico che copre interamente il volto, lasciando visibili solo gli occhi – non viola alcuna disposizione della l. n. 152/1975, in materia di ordine pubblico.  Non è il problema, invece, l'affissione nel luogo pubblico del simbolo religioso per eccellenza. Un conto sono i diritti individuali, un conto la neutralità dello Stato e delle sue articolazioni. Se non si rispetta la neutralità dei luoghi pubblici a rischio è la democrazia stessa. Processi reazionari, repulsione del diverso, reticolati e filo spinato contro i profughi, crociate, razzismi di ogni tipo, imposizione di regole reazionarie, confondere l'integrazione con l'omologazione, comporta l'indebolimento della nostra società democratica. E per questo che è auspicabile che a partire dalle aule dei nostri Consigli Comunali, perchè il Comune è il primo bene comune esistente, venga rimosso il crocifisso, per rispetto della neutralità, della laicità e della democrazia.

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