Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

#Referendumcostituzionale: quasi 4 milioni gli italiani votanti all'estero rischiano di essere determinanti per il sì



Chi la chiama la carta segreta del Governo, chi la goccia che potrà fare la differenza, nella realtà delle cose è già iniziata la missione all'estero del Governo per sostenere il sì al Referendum Costituzionale. Dal 2016 può votare per posta dall'estero anche chi non è iscritto AIRE ed esiste anche la possibilità, per chi è iscritto all'AIRE, di votare in Italia. Si tratta di quasi 4 milioni di potenziali elettori, che potranno certamente fare la differenza. La propaganda è chiara, snellire, essere più rapidi, ridurre il numero dei politici, eliminare gli enti inutili. Chi potrebbe mai dire no ad una proposta del genere? Nessuno. Eppure dietro l'inganno del sì si cela dell'altro, che è già difficile spiegare in Italia, figuriamoci all'estero. Dove sicuramente diranno che per avere l'Italia più semplice, più attrattiva, basta un semplice sì. Insomma, il rischio che vinca il sì è elevato, anche perchè è difficile spiegare alla destra, ad esempio, le ragioni del no, quando questo testo di riforma è molto simile a quello del 2006. Insomma, la situazione non è buona per il no, ed il voto degli italiani all'estero rischia di essere determinante, visto che lì riuscire a fare una campagna per il no, con gli stessi mezzi a disposizione del sì è praticamente impossibile. Ciò perchè, è sceso in campo il Governo, vi è il Governo italiano che sostiene la sua riforma, che fa propaganda per la sua riforma, roba da regime verrebbe da dire. E forse è il caso di dirlo.
Marco Barone

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