Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

Quell'applauso a Gorizia per l'entrata dei nazisti


Ognuno ha cercato di giustificare quell'evento. Evento incredibile, verrebbe da pensare, evento infame, verrebbe da sentenziare. Dopo l'8settembre, un bel giorno per l'Italia, perchè sarà da quel momento che si affermerà il riscatto del nostro Paese dall'infamia del fascismo, certo con ventate anche di opportunismo, codardi fascisti diventeranno anche attivi antifascisti. Ma quel giorno porterà anche all'inevitabile occupazione nazista. Gorizia, a causa del fascismo, perderà buona parte delle sue terre storiche, ed oggi ancora se ne pagano gli effetti. Ma il timore di quel tempo non erano i fascisti, non erano i nazisti, erano i comunisti, gli "slavo-comunisti" come venivano chiamati con disprezzo i comunisti filoJugoslavi o Jugoslavi, nella migliore delle ipotesi. Risparmio le altre qualificazioni denigratorie. E si racconta che a Gorizia i nazisti, alla loro entrata in città, vennero accolti con un vigoroso applauso. Altri, invece, raccontano che vennero accolti con l'applauso quando sul Corso principale della città, fecero ritorno dopo aver sconfitto i partigiani nella nota battaglia di Gorizia. Battaglia che aveva come scopo quello non di occupare Gorizia per annetterla alla Jugoslavia, ma per liberarla dall'invasore, liberazione che si realizzerà solo il primo maggio del 1945. Le giustificazioni, per tale gesto, sono state varie. Chi perchè odiava o temeva i comunisti, chi perchè temeva per l'italianità della città, quando, come è noto, i tedeschi l'avevano annessa al Litorale Adriatico nazista. Altri, perchè videro nei tedeschi, l'illusione della riproposizione del vecchio Impero Autroungarico. Insomma, diverse furono le motivazioni, che non hanno reso certamente onore a Gorizia. Gorizia che ha conosciuto nel mese di settembre diverse situazioni. Nel settembre del'45 la battaglia partigiana, nel settembre del '47 il settembre nero goriziano, che porterà ad azioni mirate e sistematiche di persecuzione contro sloveni, comunisti, antifascisti, nell'attesa del "ritorno" all'Italia di questa città di confine.
 

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