Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Theresa May propone il ritorno delle Grammar Schools ed in Inghilterra esplode la polemica

In Inghilterra esiste un problema, e questo problema si chiama scuola. Vi è un gran malcontento tra i docenti, vi è una carenza significativa di investimenti, vi è un sistema molto selettivo e fortemente classista. Quando si affrontano argomenti che toccano la problematica della scuola, la stampa inglese dedica ampio spazio a ciò. Ed è esplosa una enorme polemica quando la nuova premier Theresa May, ha proposto il ritorno delle Grammar Schools. Scuole altamente selettive, che scelgono gli studenti in base alla performance scolastica, e la cui nuova istituzione venne vietata dal 1998, anche se ad oggi ne esistono poco più di 160 e ben 69 nella sola Irlanda del Nord. Se la premier inglese ha certamente ragione quando sostiene che "abbiamo bisogno di costruire un paese che funziona per tutti, e non solo per pochi privilegiati" e che ogni bambino deve avere il diritto di progredire nel corso della sua vita scolastica, sussistono enormi dubbi sul fatto che sia proprio il sistema delle Grammar Schools a garantire ciò, o quella mobilità sociale che possa essere funzionale ad una società più giusta ed equa. La cosa interessante, comunque, è il dibattito che si sta affermando in questi giorni in tutta l'Inghilterra, anche con toni aspri, pur essendo in piena estate, a dimostrazione del fatto che quello della scuola rimane un tema caldo e sentito, e che anche se qualcuno vorrebbe il ritorno ad un chiaro infelice passato, che in Italia si sta presentando come novità, dal sistema invasivo dell'Invalsi, al sistema della chiamata diretta dei docenti, quello che accomuna tutti coloro che vogliono difendere la scuola pubblica è il sacrosanto principio che questa non deve favorire processi di classismo sociale, di competizione, di selezione, ma di conoscenza, una conoscenza che deve essere garantita a tutti, un sistema ove la pari dignità sociale possa essere, appunto tale, non solo in via retorica, ma concreta.
Marco Barone 

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