I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Burkini,velo, identità negate. Se il "prima vennero" non ha insegnato un bel nulla


Vietato vietare, vietato proibire, dovrebbero essere i motti di una società fondata sulla libertà, sulla fratellanza, sull'uguaglianza. Ma così continua a non essere. Un non essere che ha lo scopo di annichilire l'essere altrui, la cultura altrui, l'identità altrui, nel nome di quella superiorità, di quella omologazione presunta Occidentale, che, a dirla tutta, pare nascondere altri intenti. Il caso del Burkini, del velo, non deve stupire. Durante e dopo i momenti di crisi sociale, economica, che dal 2007 continuano a perseverare in Occidente, si punta il dito contro tutto ciò che può essere funzionale a divenire il canonico capro espiatorio di un grave malessere sociale. 
Si guarda il dito reazionario e non la luna sistemica, ed il dito, in questo momento sono i mussulmani, gli "arabi". 
Cosa conosciamo, noi tutti e tutte, realmente di quel mondo? Della cultura araba, musulmana, islamica ecc? Un bel niente, o meglio, se non peggio, quello che buona parte del sistema mediatico convenzionale vuole farti conoscere. L'integrazione passa attraverso non l'omologazione, ma la conoscenza, la condivisione, l'accettazione, non proibendo. L'incredibile posizione assunta nei confronti delle donne che utilizzano il burkini od il velo in tutte le sue forme, dalla Francia, dalla Germania, e da alcuni politici nostrani, se da un lato risponde ad un sentimento molto diffuso, reazionario, becero, dall'altro cosa comporterà se attuato? La totale segregazione delle donne a casa. Non usciranno più, non andranno più al mare, e forse è quello che in molti desiderano, così la loro sensibilità visiva non verrà più turbata. Saranno le donne islamiche, arabe, musulmane, a decidere come e se e quando decidere di non voler più indossare il velo in tutte le sue forme e varietà. Alcuni pensano che sarà il capitalismo, nel nome del consumismo, a determinare questa sorta di "liberazione" ed omologazione ai costumi dell'Occidente, e forse hanno ragione, o forse anche no. Ma la ragione non è e non può essere dalla parte di chi vuole proibire. E qui ritornano i versi di una nota poesia:"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare". Poesia il cui autore continua ad essere un mistero, chi pensa che siano del Martin Niemöller chi di Bertolt Brecht. Poco importa di chi sia. Quello che qui conta è che noi, che abbiamo conosciuto le nefandezze del nazismo, del fascismo, il loro modo di operare contro ebrei, omosessuali, rom, e tante altre miriadi di persone, senza dimenticare i divieti beceri che hanno colpito gli sloveni, si è parlato di pulizia etnica, nella Venezia Giulia, dovrebbero renderci immuni, più forti rispetto al discorso da pancia e diretto alla pancia e non alla testa. 
Ma, come già denunciato recentemente, oggi ci sono le condizioni ottimali per il ritorno di istanze reazionarie proprie di una società filonazista ed oggi il nemico è il profugo, il musulmano, poi chi difenderà i loro diritti, la libertà, la democrazia, poi gli antinazisti ed antifascisti e poi...

Marco Barone

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