Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Se a Gorizia e provincia ci si accontenta di un miserabile 36,5% di votanti per il referendum


E' stato un risultato miserabile, in una situazione miserabile. I pannelli elettorali per il referendum erano vuoti. E ribadisco vuoti. Si è parlato del referendum sulle trivelle, solo in relazione agli eventi giudiziari. Dicono che gli italiani non erano interessati. Probabile. Ma la politica poco ha fatto per coinvolgerli. La maggior parte delle persone non ci hanno capito nulla, tra chi diceva che i posti di lavoro a rischio fossero 11 mila, chi 100, chi nessuno. E chi voleva avere sulle coscienze un licenziamento? E' stato detto che quelle trivelle non hanno mai creato problemi e perché dovrebbero crearlo adesso il problema? Nella tipica mentalità italiana, ciò è stato più che sufficiente per non andare a votare. Non è da escludere neanche l'effetto coda, che ancora dura, dell'esito del referendum sull'acqua, vinto e raggirato. Così come il fatto che questo Paese, in realtà, il "rottamatore" che non ha rottamato un bel niente, lo segue.
I capi sono sempre piaciuti all'Italia. D'altronde è il Paese che ha mitizzato imperatori fino alla nausea.  Aveva detto di non andare a votare il rottamatore? E la maggioranza degli italiani non è andata a votare. Nella miseria democratica di tutto ciò, pur ribadendo che il diritto al voto è un diritto, ma non un dovere inteso come costrizione, anche il non voto, nella democrazia è una forma legittima di voto e di protesta, ecco allucinanti classifiche. Come quella del FVG, ma tipiche in tutta Italia. Classifiche banali, ovvie, utili per la statistica. Ma in realtà pare che non lo siano solo per la statistica. Su 109.678 della piccola provincia di Gorizia, ha votato solo il 36,5% con 32.787 voti per il Sì ed il resto per il No, ovvero 6.691 voti, 312 schede bianche, 271 nulle,e cinque contestate. Un disastro, altro che consolazione. Ed il vuoto che ha caratterizzato i pannelli elettorali per il referendum, è prima di tutto una responsabilità di parte della politica, che si diverte a giostrare con l'intelligenza delle persone, ma che in giro non si fanno mica prendere.  E comunque attenzione anche alle mitiche politiche energetiche alternative, che sono sostenute dal capitalismo naturale. Anche in questo ambito tante porcate sono state compiute, da impianti fotovoltaici che hanno devastato le campagne, approfittando della crisi dell'agricoltura, a pale eoliche che massacrano le montagne. In Italia non esiste il buon senso, ed un sano criterio. Finito un business se ne apre un secondo. Nel Paese più disgraziato del mondo, anche ciò che può essere positivo, viene mutato in disastro. Dunque, attenzione alle grandi fonti di energie alternative ed ai reali interessi economici che vi girano intorno. 
Io al referendum per le Trivelle ho votato sì, principalmente per un motivo. Non voglio correre il rischio di trovarmi nell'Alto Adriatico con una puzzolente chiazza di petrolio. Nell'eventualità, e mi auguro ciò non accada, si verificasse ciò, tutti quelli che hanno votato no o si sono astenuti, immagino che saranno i primi ad essere disponibili a fare da scudo con i propri corpi, per evitare una contaminazione dei nostri luoghi, no?

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