Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Togliatti scrisse il 30 aprile del 1945: “il vostro dovere è accogliere le truppe di Tito come liberatrici”

Il 30 aprile 1945 la direzione del Partito Comunista d'Italia, inviava un comunicato ai lavoratori ed alle lavoratrici di Trieste dopo che era giunta voce, come ribadita anche da radio Belgrado, che Trieste, come poi accadrà, stava per essere liberata dai partigiani Jugoslavi. Palmiro Togliatti così scriverà il 30 aprile del 1945: “il vostro dovere è di accogliere le truppe di Tito come truppe liberatrici e di collaborare con esse nel modo più stretto per schiacciare ogni resistenza tedesca o fascista o condurre a termine al più presto la liberazione della vostra città.
Evitate ad ogni costo di essere vittime di elementi provocatori interessati a seminare discordia tra il popolo italiano e la Jugoslavia democratica. 
Italiani e Jugoslavi hanno oggi un compito comune: quello di schiacciare le ultime resistenze tedesche e farla finita per sempre con il fascismo.
Se sapremo lavorare e combattere insieme per questo, se sapremo punire noi stessi i responsabili dei delitti commessi dal fascismo contro la Jugoslavia, riusciremo senza dubbio a risolvere in comune tutte le questioni che interessano i due popoli nel reciproco rispetto delle due nazionalità”.
Un documento prezioso, che riconosce ai partigiani Jugoslavi il ruolo determinante di liberatori ed invitava gli italiani a mobilitarsi per punire e reprimere e sanzionare tutte quelle violenze compiute per quell'italianità forzata che ha comportato una vera e propria pulizia etnica contro serbi,sloveni, croati e montenegrini e non solo in tutto il Friuli Venezia Giulia e zone limitrofe.

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