Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Togliatti scrisse il 30 aprile del 1945: “il vostro dovere è accogliere le truppe di Tito come liberatrici”

Il 30 aprile 1945 la direzione del Partito Comunista d'Italia, inviava un comunicato ai lavoratori ed alle lavoratrici di Trieste dopo che era giunta voce, come ribadita anche da radio Belgrado, che Trieste, come poi accadrà, stava per essere liberata dai partigiani Jugoslavi. Palmiro Togliatti così scriverà il 30 aprile del 1945: “il vostro dovere è di accogliere le truppe di Tito come truppe liberatrici e di collaborare con esse nel modo più stretto per schiacciare ogni resistenza tedesca o fascista o condurre a termine al più presto la liberazione della vostra città.
Evitate ad ogni costo di essere vittime di elementi provocatori interessati a seminare discordia tra il popolo italiano e la Jugoslavia democratica. 
Italiani e Jugoslavi hanno oggi un compito comune: quello di schiacciare le ultime resistenze tedesche e farla finita per sempre con il fascismo.
Se sapremo lavorare e combattere insieme per questo, se sapremo punire noi stessi i responsabili dei delitti commessi dal fascismo contro la Jugoslavia, riusciremo senza dubbio a risolvere in comune tutte le questioni che interessano i due popoli nel reciproco rispetto delle due nazionalità”.
Un documento prezioso, che riconosce ai partigiani Jugoslavi il ruolo determinante di liberatori ed invitava gli italiani a mobilitarsi per punire e reprimere e sanzionare tutte quelle violenze compiute per quell'italianità forzata che ha comportato una vera e propria pulizia etnica contro serbi,sloveni, croati e montenegrini e non solo in tutto il Friuli Venezia Giulia e zone limitrofe.

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