I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

L'ombra aldilà ed aldiquà del confine nel cimitero di Merna/Miren


Confini tracciati con il gesso, con la vernice bianca, poi pali e rete metallica e filo spinato. La mano “francese” che ha governato gli accordi del 1947 ha manifestato tutta la sua schizofrenia, con l'operato angloamericano, nella realtà brutale che ha partorito tante sofferenze nel goriziano. Terra storicamente multietnica, multi-comunitaria e poi frammentata in mille e più pezzettini. Frammenti che a volte hanno dato la possibilità di salvaguardare la propria permanenza nel territorio italiano, come accaduto per una Contessa e per la sua villa, grazie ad alte conoscenze, ma frammenti che a volte non hanno dato pace neanche ai morti,che hanno superato ogni confine lì ove il confine non doveva arrivare e dove è anche arrivato, con la sua rete fredda e metallica, nel cimitero di Merna. Si è già scritto molto sulle vicende di questo cimitero, su quello che è accaduto, da chi aveva metà corpo sepolto in Italia e metà in Jugoslavia, a chi si recava in quel posto per scambiare beni di prima necessità e così via discorrendo, anche se la nota enciclopedia libera, quale wikipedia, la più consultata in rete, ignora tale vicenda.



Poi nel 1975, con il Trattato di Osimo , come ratificato nel 1977, il confine verrà spostato in modo più razionale, per quanto possa essere razionale un confine, nessuna diagonale ma una linea tendente ad essere retta, una linea che ha dato pace ai morti lì sepolti riposando nella Jugoslavia prima e Slovenia poi. 



Oggi la diagonale della follia è ricordata da una linea con inciso la data del 1947, quando verrà il cimitero diviso dalla linea di confine come definita sulla carta nel trattato di Pace e quella del 1974, ultimo anno di tale divisione all'interno del cimitero, e la linea di confine verrà poi definita in modo più equilibrato, almeno all'interno del cimitero. Vedi la tua ombra oltrepassare la linea, aldilà del confine, ed il tuo corpo essere aldiquà del confine. Fisicità ed immaterialità che vibrano nel silenzio turbato dalla follia umana. All'interno di quel piccolo cimitero esiste anche una sala adibita a museo. Tra le varie cose non potrai non notare una scritta, che ricorda l'esodo rimosso e censurato in Italia, ma non in Slovenia, nel giro di un nano secondo la storia rimossa e la storia incisa nella memoria si scontrano.
100 mila sloveni fuggiti in Jugoslavia a causa del nazionalismo, irredentismo e fascismo italiano. Prima di uscire dal cimitero guarderai oltre il muro, ed oltre il muro vi è l'Italia, ma tu ora sei in Slovenia.
oltre il muro del cimitero di Merna è Italia

all'interno del cimitero di Merna è ora Slovenia
Sì, lo so bene, sto scrivendo ora una cosa banale, ma per quanto banale, per quanto scontata, personalmente continuo a viverla con turbamento e silenzio irrequieto. La tua ombra è in Italia, ma il tuo corpo è in Slovenia. Basta svoltare l'angolo e puoi recarti in Italia e ritornare nuovamente in Slovenia. Ma fino a qualche anno addietro tutto ciò era semplicemente impensabile poterlo vivere con tale facilità e velocità e normalità.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?