Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Trieste: sei un docente? Non hai diritto alla riduzione per la mostra di Kounellis



Una progetto espositivo, quello di Jannis Kounellis, che è un grande evento culturale non solo per Trieste ma per l'Italia tutta.
Dal Comune di Trieste, per questo evento, sono stati deliberati 264mila euro( soldi pubblici) da dividere con la mostra dell’artista croata Jagoda Buic ed i muri della città sono pieni di locandine che ti invitano alla mostra.
Si è parlato di linguaggio poetico ed espressivo, di modalità di assemblare oggetti e materiali poveri, riconducibili soprattutto alle attività dei cantieri, al mondo delle merci e del commercio, legati ai ricordi di un’infanzia trascorsa nel porto di Atene (Pireo) da parte dell'artista, come un qualcosa di unico ed irripetibile.
Ed allora prendiamo il caso di un docente che insegna per esempio storia dell'arte od educazione artistica, ma anche un docente qualsiasi che vuole arricchire il proprio patrimonio culturale da condividere con i propri studenti, ebbene il docente sarà costretto a pagare il prezzo pieno del biglietto pari a 6 euro.
Certo non è una cifra impossibile, ma quando all'ufficio informazioni presso la mostra chiederai lumi sul diritto alle riduzioni e ti sentirai gentilmente rispondere che tra gli aventi diritto figurano per esempio i militari, le forze dell'ordine od i soci del Touring Club Italiano e non i docenti che operano a scuola non potrai che pensare che qualcosa non funziona.
Non è tanto per una questione meramente economica ma di principio.
Andando a leggere la nuova relazione tecnica sul decreto della grandeipocrisia della scuola più che investimento sostanziale in questo settore emerge, salvo alcuni casi, una consistente sottrazione di risorse come previste nel e per il FIS( fondo dell'istituzione scolastica), quindi i così detti investimenti sarebbero in realtà una diversa distribuzione di risorse già predestinate alla scuola che vengono vincolate per finanziarie determinate attività  e contestualmente si impongono nuovi obblighi per il personale scolastico a costo zero per lo Stato violando altresì ogni prerogativa contrattuale in merito.
In tema di formazione culturale è previsto per il 2014 un finanziamento di 10 milioni di euro per i docenti per accedere ai musei statali. La norma comporta una riduzione di entrate per i musei statali, cui si rimedia, potenzialmente, mediante corrispondenti trasferimenti a valere sul Fondo ivi previsto di nuova istituzione. Insomma una riflessione è dovuta.
A chi insegna nella scuola, che vede le proprie retribuzioni ferme al 2006, gli scatti di anzianità sospesi e destinati all'estinzione, ma anche incrementare il proprio carico di lavoro a costo zero per lo Stato ed aumentare quotidianamente le proprie responsabilità e diminuire i diritti, un maggior rispetto sarebbe dovuto o no?



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