Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

I movimenti trasversali ed i diritti civili



Cosa sono i diritti civili?
Possiamo definire tali quell'insieme di norme, come recepite dall'ordinamento giuridico di un Stato, volte a regolamentare in senso positivo la piena affermazione dell'individuo all'interno della comunità o società.
L'individuo, in base alla propria morale ed etica, deve essere messo nelle condizioni di poter scegliere, affinché la propria libertà individuale  possa essere tale e tutelata nell'essere libertà anche collettiva.
Scegliere se divorziare o non divorziare, scegliere se abortire o non abortire, scegliere se contrarre matrimonio con persona dello stesso sesso o sesso diverso o meno, scegliere se professare un libero credo o meno, scegliere se praticare l'eutanasia o meno, purché il tutto venga abbracciato dal gran mantello della laicità, principio cardine fondante ogni comunità libera, autonoma ed indipendente.
Ma in tempo di perdurante crisi crescono i movimenti trasversali.
Pochi punti all'ordine del giorno presente e del domani che verrà.
Si parla quasi in via esclusiva di questioni economiche, di lavoro, di principi sì legalitari ma strettamente connessi a precise e determinate istanze, siano esse collegate a specificità territoriali che non.
Tra chi rivendica l'indipendenza di un territorio, tra chi rivendica la maggiore autonomia di un territorio, tra chi rivendica la riforma e non trasformazione dello Stato, magari esercitando politiche di opposizione, sussistono poche differenze strategiche.
Si unisce con ciò che la crisi spinge ad unire.
Lavoro, casta, tasse, identità  esasperata nazionalistica.
Una sorta di onda che oscilla perpendicolarmente alla direzione di propagazione travolgendo ed unendo persone appartenenti ad aree politiche diverse.
La vera linea di confine sono i diritti civili ed i temi etici.
Ma unire con ciò che divide, nell'opportunismo della strategia dell'onda trasversale, non è praticato.
Né in una prima istanza, né in una seconda istanza. Si dirà che non sono queste le urgenze e le priorità oppure che se ne parlerà quando l' obiettivo verrà raggiunto.
Ma arrivati a quel punto le divisioni saranno inevitabili e l'obiettivo conseguito, se mai questo verrà conseguito, crollerà come un piccolo castello di sabbia, oppure verrà blindato, irrigidito, chiusura e protezione e negazione.
I diritti civili devono essere all'ordine di ogni attimo di vita vissuta e che verrà.


Marco Barone

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