I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Stazione di RomaTiburtina, continua il deserto (foto)



Siamo a febbraio 2013 e la stazione Tiburtina di Roma, dopo l'inaugurazione avvenuta a novembre del 2011, continua ed essere deserta.
Pochi passeggeri in transito, eppure erano previsti 140 mila frequentatori, ma ad oggi neanche l'ombra.
E' una struttura immensa, ma reca grande stupore notare il vuoto regnante sovrano.
Il piazzale aperto della stazione è precario.
Infatti, camminando sulla nuova pavimentazione, più di una volta sentirai l'instabilità della stessa.
Noterai una porta con un provvedimento dell'autorità giudiziaria che ha disposto il sequestro di un locale.
Ma soprattutto che la quasi totalità delle stanze della stazione sono semplicemente chiuse e vuote.
Scale mobili vuote, corridoi vuoti, locali vuoti.
Il deserto della Stazione Tiburtina.
Alcune zone della stessa sono ancora inagibili, infatti, più di una volta, ti capiterà di notare luoghi transennati.
«L'Italia è in grado di dare all'Europa la «prova delle sue straordinarie capacità innovative»
Questo quanto dichiarava l'attuale Presidente della Repubblica all'atto della inaugurazione della nuova Stazione di Tiburtina.
Banche, uffici postali, ristoranti, farmacie, servizi commerciali, librerie, spazi espositivi, mostre, tutto questo dovrebbe trovare affermazione entro il 2013, sarà così?
Una Stazione costata milioni e milioni di euro, dall'impatto a dir poco invasivo, ad oggi la si può definire, per lo stato in cui si trova, come la straordinaria capacità italiana di sprecare danaro e speculare sul buon senso.
Quell'opera era proprio necessaria?
A chi ha giovato fino ad oggi?
Tipico esempio di capitalismo speculativo.

xcolpevolex


foto della Stazione Tiburtina febbraio 2013



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