1943 Istria
" Mamma, sono io"
" Figlio mio non mi chiami mai, devo preoccuparmi?"
" Mammina lo sanno..."
"Cosa sanno, chi, cosa?"
" Mammina, è finita."
" Oh dio mio, dici del..."
" Si..."
" Sai quello che devi fare no?"
"Ma perchè ora? Perchè? Maledetti..."
"Fai quello che non si aspettano, dimettiti e parti subito, subito..."
" Non so se ci riuscirò...non posso dargliela vinta così"
" Figlio mio, fai come credi, ma sai che io sarò la prima ad essere punita e tu non avrai scampo"
" Si, mamma, si...lo so, maledizione..."
La telefonata si chiuse.
Minchionne era in difficoltà. Lui e sua mamma conoscevano il segreto del suo successo.
Un lontano parente di Minchionne venne glorificato per essere stato una delle vittime dell'esercito Titino in Istria. Quella gloria diede la possibilità a Minchionne di ottenere molti riconoscimenti e di inserirsi a pieno titolo nel sistema del capitalismo. Divenne la bestia nera dei lavoratori. Anche lui aderente ad una loggia massonica anti-comunista. Se usciva fuori la verità era finito, sarebbe stato screditato per il resto della sua vita. Aveva solo una soluzione, fare un qualcosa d'imprevedibile affinchè presto si potessero dimenticare di lui.
Ma nello stesso tempo doveva fare qualcosa che non lo lasciasse libero di essere soggetto alle vendette dei sostenitori di Tito. In cerca ancora di traditori.
E lui lo era.
Questo perchè il suo parente, in verità, era, in quel tempo ancor vivo, uno dei generali dell'armata rivoluzionaria di Tito.
Era un comunista convinto fin dentro la sua non anima.
Morì a causa di un incidente in auto, che prese fuoco.
Era irriconoscibile.
La sua famiglia decise di sfruttare l'occasione per liberarsi in un solo momento di una grande infamia, per la loro generazione liberista, che per sfruttare il momento anti-titino.
Chiunque veniva identificato come vittima italiana dello Stato di Tito, otteneva grandi onorificenze e vie privilegiate d'inserimento nella massoneria anti-comunista italiana.
Due piccioni con una fava.
Ma questa volta la fava era a dir poco dura ed indigesta...
Minchionne decise di convocare d'urgenza una conferenza stampa al Hotel Savoia di Trieste.
I giornalisti non comprendevano il motivo di quella urgenza.
" Grazie di essere così tanti. Devo comunicare quanto segue. Vista la crisi internazionale, visti gli andamenti negativi in borsa per la Topoliniat, sono costretto ad annullare l'accordo di Topolinia e di Paperopoli e tutti gli accordi similari, connessi ai due accordi madre, si sciolgono anche le società che ho creato, tutti i lavoratori ritorneranno alle dipendenze integrali della Topoliniat con effetto immediato. In più concederò ai lavoratori una busta paga omaggio ed il loro stipendio mensile verrà incrementato di 1.000,00 nette. Tali misure si compenseranno con la riduzione degli stipendi di tutti i manager della Topoliniat che guadagneranno come tutti gli operai. La Topoliniat riconosce pertanto con effetto immediato la validità del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici e nello stesso tempo riconoscerà anche come proprio interlocutore il sindacalismo di base. La Topoliniat si obbliga a non licenziare più nessun lavoratore e per ogni lavoratore licenziato cadranno cinque direttori generali. Questo atto è dovuto. Ammetto i miei errori ed orrori. Se la Topoliniat non vende più è perchè i lavoratori sono scontenti e sfruttati. Da questo momento si cambia registro. Infine, si comunica, che nel consiglio di amministrazione della Topoliniat entreranno anche i lavoratori stessi il cui voto avrà valore legale determinante per le future scelte aziendali della Topoliniat. Visto il mio fallimento, comunico con effetto immediato, anche le mie dimissioni e la mia buona-uscita verrà interamente devoluta alle casse del sindacalismo di base"
In sala stampa regnava un silenzio surreale.
Rimasero tutti a bocca aperta.
Chi con la mano sospesa nell'aria per fare una domanda, chi con la penna stretta tra i denti. Nessuno riusciva a pronunciare parole.
Parole inghiottite dal senso dello stupore.
Minchionne, preparò in fretta i suoi bagagli e salì sul primo rimorchiatore disponibile ed in partenza dal Porto di Trieste. Destinazione ignota.
Di lui non si ebbero più notizie.
La Topoliniat divenne la prima azienda partecipata e gestita direttamente dai lavoratori e la prima sul mercato mondiale per vendite di auto elettriche e non inquinanti.
I giornali del giorno dopo conferenza stampa shock, titolavano " Minchionne comunista?"; " Minchionne annulla gli accordi di Topolina e Paperopoli" ; " Michionne si è dimesso"; "Minchionne sostiene i Cobas?"
Nello stesso tempo di gran scontento, nella crisi dei vivi sorrisi proletari, accade che norme di gran spessore per il potere oppressore, divengono legge.
Legge di stato, in tal piano di rinascita democratica, del fascista apparato.
E l'opposizione finge di opporsi.
Ed i sindacati tendono a sindacare la loro storia.
E le banche sorridono.
E gli imprenditori capitalisti sorridono.
I furbi evadono in Svizzera.
I lavoratori non hanno capito la politica di questa era.
Era dalla grande finzione e reale persecuzione e repressione.
Sacrifici per tutti.
Questi tutti siamo sempre noi.
Poveri addormentati italiani.
Parlano di premi e sanzioni.
Premi per il capitale.
Sanzioni per il ceto non apicale.
Ettore Monteleone
Marco Barone
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