Sono le prime ore del pomeriggio del 12 marzo 2011.
Bologna è attraversata da un grande corteo che manifesta e protesta per la difesa della scuola pubblica.
La scuola pubblica siamo noi provate a fermarci.
Questa una delle tante voci corali che hanno caratterizzato il corteo senza bandiere, salvo qualche tricolore, di studenti, genitori, e lavoratori preoccupati per il processo di distruzione , in itinere, della scuola pubblica.
Ma in tal giornata primaverile, perchè le temperature sono calde, gli animi anche, è atteso il corteo per ricordar l'uccisione di Francesco Lorusso.
Vedi tanta polizia sparsa nei soliti luoghi strategici della città.
Sono le 16. 30 ti rechi in piazza Verdi, luogo da dove partirà il corteo, ed a parte la polizia vedi poche persone.
Chi seduto sotto il teatro comunale, chi sotto i portici.
Poi all'improvviso, arrivano i primi militanti storici di Lotta continua.
Spunta un'ape verde con tanto di stereo mobile, da cui partirà l'inno di Lotta continua.
Ma ecco anche le bandiere storiche di Lotta continua.
Tante compagne e tanti compagni che si ritrovan in quel luogo che ha segnato la storia del movimento non solo bolognese ma anche italiano.
Vedi tanti visi sorridenti, ma anche occhi lucidi per l'emozione di ritrovarsi tutti ancora a distanza di tanti anni in Bologna.
Ascolti bella ciao, ascolti Bologna di Guccini, ascolti, la ballata di Pinelli, ma specialmente la voce del sentimento ritrovato.
Giovani ed ex militanti di una storia vissuta, ma sempre attuale.
La saggezza e l'esperienza di chi ha visto Bologna avvolta nelle fiamme della repressione, con i giovani desiderosi di capire come fare per salvare il salvabile.
Il Corteo parte,con in testa l'ape verde, lotta dura senza paura.
Corteo aperto dallo striscione di Lotta continua il qual giungendo in via Mascarella si ferma innanzi al luogo dell'omicidio di Franscesco.
Silenzio, pugni elevati al cielo, bandiere bianche e rosse sventolano per le vie bolognesi ed un coro lungo ed intenso “Francesco e’ vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai” unisce generazioni separate da anni di storia ma anche da tanti settarismi politici.
Partirono in 800 persone.
Sotto le torri non più dormienti di Bologna, i miltanti ritrovati di Lotta continua grideranno siamo 5.000.
Numeri reali e non immaginari.
Nel giorno del ricordo di Francesco, l'amore per la giustizia sociale, il credo in altra società, la paura di rivivere nuovi fascismi mascherati dal velo della democrazia, hanno offerto a Bologna ed ai bolognesi la rinascita, anche per un solo giorno, di Lotta continua.
Lotta continua è tornata.
Marco Barone
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