I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

La strana analogia tra l'accordo di Mirafiori e la legge ammazza sciopero del Panama.


Ricardo Alberto Martinelli Berrocal è  l'attuale Presidente della Repubblica di Panama. Nel  2009  con l'appoggio dell'Alleanza per il cambiamento, coalizione comprendente Cambio Democrático, il Partito Panameñista, il repubblicano Movimento Nazionalista Liberale e il Partito dell'Unione Patriottica., ha vinto le elezioni nazionali con oltre il 60% delle preferenze.

Nella Repubblica del Panama, nota alle cronache specialmente per le dure repressioni patite dalle povere popolazioni indigene, in questi mesi è in corso un grande business.
L'eolico.

In un paese grande un quinto dell'Italia, che produce già molta più energia elettrica di quella necessaria a soddisfare la domanda nazionale, ecco che tempo addietro la Segreteria Nazionale dell'Energia di Panama, presieduta dal Ministro per gli Affari del Canale, Dani Kuzniecky, presentava il Piano Energetico Nazionale per il periodo 2009-2023, ove erano  previsti investimenti per 2.327 milioni di dollari, di cui 1.161 milioni per centrali elettriche, 158milioni per linee di trasmissione, 581,8 milioni per reti di distribuzione, 203,5 milioni per sistemi di interconnessioni e 222,7 milioni per la filiera dei biocombustibili. 

Ed in questi giorni ecco quindi giungere ben venticinque domande di autorizzazione per la realizzazione di impianti eolici di dimensioni medio-grandi, sei delle quali hanno raggiunto una fase avanzata di approvazione. Al momento è in fase di realizzazione un solo impianto eolico, il primo del Paese, quello di Coclè, che, una volta installato e messo a regime, avrà una capacità complessiva di 225 MW.

La provincia di Coclè  è nota  per la  "El Valle de Anton", una splendida vallata esotica  dove si possono trovare alberi di piazza e rane d'oro. Chissà se resisteranno all'avanzata dei capitali esteri.
 Il Panama è paese sotto osservazione da parte dell'Ocse, fino a qualche anno addietro era considerato paradiso fiscale, ora è sulla linea di confine tra il paradiso fiscale ed il purgatorio globale.

 Probabilmente  dietro questa speculativa operazione vi sarà la Cina che  tocca il suo massimo nel mercato eolico; metà delle turbine installate nel 2010 è proprio nel paese asiatico, che negli ultimi mesi ha assorbito quasi il 50% degli investimenti mondiali in questo settore.
A chi vuoi che importi delle esigenze, della tutela delle diversità, delle minoranze come quelle indigene?
Il Panama è composto dalle tribù kuna, emberá, wounan, ngobe, buglé e nasos, ma non vengono considerate ovviamente dal capitale, infatti le scelte programmatiche  della gestione delle risorse naturali del paese, escludono categoricamente il parere o la sola opinione  delle popolazioni indigene è escluso
Ma l'imprenditore Italiano, Presidente del Panama è andato oltre.
Girovagando per le vie della rete ho trovato articolo  dal seguente titolo: Panama: il governo Martinelli viola la Costituzione e i più elementari diritti  questo il link: http://www.ossin.org/panama/berlusconi-martinelli-panama-suntracs.html
In tale articolo si legge che "la  Legge 30 del 16 giugno 2010, conosciuta  come  Legge “Chorizo” (salsiccia), “Camaron” (gamberetto), “Langosta” (aragosta), o “9 in 1”, per definire questa aberrazione giuridica che è stata approvata dai deputati in soli tre giorni, nel corso di sedute straordinarie, senza dibattito né consultazione mentre l’Assemblea Nazionale era protetta dalla polizia che impediva lo svolgersi di manifestazioni popolari contro questa decisione unilaterale.Queste riforme che riguardano 3 codici e 6 leggi  sono state introdotte surrettiziamente in un progetto di legge sull’Aviazione commerciale. Fino all’ultimo momento il governo ha tentato di dissimulare le sue vere intenzioni, che non sono state mai rese pubbliche né nel progetto di legge, né nel discorso di presentazione tenuto da José Raul Mulino, ministro del Governo e della Giustizia, durante la riunione plenaria del Parlamento. Si sono comportati come dei veri imbroglioni.
 
Sono stati proposti degli emendamenti contro questa legge per palesi violazioni delle norme costituzionali, di diversi accordi internazionali sottoscritti dallo Stato, che hanno forza costituzionale, e dello stesso regolamento dell’Assemblea nazionale.

Tra le più gravi misure introdotte dalla Legge 30, ricordiamo:

Per ciò che riguarda il diritto del lavoro, si sopprime praticamente il diritto di sciopero consacrato nella Costituzione Nazionale:

“articolo 493. Lo sciopero legale produce i seguenti effetti:
1)    La sospensione dei lavoratori che appoggiano le sciopero all’interno dello stabilimento o del commercio dove esso si svolge. Una volta che lo sciopero sia iniziato, il Provveditorato o la Direzione Regionale o generale del lavoro darà immediatamente ordine alle autorità di polizia di garantire e proteggere le persone e le proprietà.
2)    La sospensione dei contratti dei lavoratori che dichiarano lo sciopero o vi aderiscono”.

Si cerca inoltre di distruggere le organizzazioni sindacali, di impedire il loro finanziamento e di svuotare gli accordi sottoscritti da padroni e lavoratori nei contratti collettivi:

“Articolo 12. L’art. 373 del Codice del lavoro viene così modificato:
articolo 373. Il datore di lavoro non sarà obbligato a trattenere le quote sindacali ordinarie e straordinarie in favore di un sindacato dalla paga dei lavoratori”. “I lavoratori che desiderano pagare le quote sindacali ordinarie e straordinarie fissate dal loro sindacato dovranno pagarle in modo volontario”.
 
Quattro morti, più di cento feriti e decine di arrestati è il bilancio degli scontri seguiti poche settimane dopo la definizione di tale legge, scontri avvenuti anche per protestare contro questa legge, tra lavoratori bananeros e la polizia in tenuta antisommossa nella provincia di Bocas del Toro nella regione occidentale di Panama.

Veniamo ora a due disposizioni particolari dell'accordo di Mirafiori. voluto dalla famiglia Agnelli.
 

CLAUSOLA RESPONSABILITA’ SINGOLO LAVORATORE: le parti del presente accordo
integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro, sicché la violazione da
parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare, secondo
gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e non,
per mancanze e comporta il venir meno dell’efficacia nei suoi confronti delle altre clausole.

CLAUSOLA RESPONSABILITA’ ORGANIZZAZIONI SINDACALI: il mancato rispetto
degli impegni assunti nell’intesa dalle organizzazioni sindacali e dalla rappresentanza
sindacale interna, anche a livello di singoli comportamenti, libera l’azienda dagli obblighi
derivanti dall’accordo e in materia di trattenute sindacali permessi sindacali retribuiti per i componenti del direttivo e di permessi sindacali aggiuntivi rispetto alla legge.

Beh sembra proprio una riproposizione in versione italiana, molto similare, se non identica,  della legge ammazza scioperi,e contratti, del Panama.

Sarà forse per questo motivo che Berlusconi nel giugno del 2010 si è recato in viaggio in Panama?
Come  facente funzioni di ambasciatore per la famiglia Agnelli? Come ambasciatore del capitalismo italiano?
Per prender nota sulla loro legge che annienta i diritti dei lavoratori?
La realtà è tragicamente chiara,ahimè.
La dittatura vigente in Panama non è molto diversa da quella in fase di attuazione nella penisola infelice italiana, ogni mondo è paese verrebbe da dire, già, è paese.


Marco Barone

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