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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

I Dieci comandamenti di Tito

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Un foglio volante, in un sospiro di Bora, in una notte qualunque. Ma non sarà un foglio qualunque. Non sarà più una notte qualunque. A pochi passi da dove si formò, per volere umano, per spirito di fratellanza, sorellanza, di solidarietà, tra italiani e sloveni, uomini e donne, giovane, giovanissima generazione ribelle e rivoluzionaria, la brigata proletaria, sulle prime alture di Selz, cuore della dignità e della resistenza, raccolsi quel foglio illuminato dal chiarore di una luna, faro di civiltà. Vi era scritto, i Dieci comandamenti di Tito e leggerai d'un fiato solo ma non solitario... 1) Non ci sarà nessun dio, nessuna divinità, né fuori  né  dentro di me, ma l'onnipotenza laica  dell'uguaglianza  e leggerai: “ I cittadini sono uguali nei diritti e nei doveri, indipendentemente dalla nazionalità, dalla razza, dal sesso, dalla lingua, dalla fede religiosa, dal grado di istruzione e dalla condizione sociale ”; 2) Non  essendoci  ...

Gli omaggi della Camera dei deputati al Presidente Josip Broz Tito

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Seduta del 6 maggio 1980, la Presidente Iotti si leva in piedi e con lei i deputati ed i membri del Governo. Debutterà con queste parole: “Onorevoli colleghi, la morte del Presidente Tito riempie il nostro animo di commozione e di profondo rammarico .Credo che questi siano i sentimenti comuni alla nostra Assemblea e agli uomini di pace e di progresso dinnanzi al compiersi di una esemplare vicenda umana e politica. Di questi sentimenti vogliamo rinnovare, ora e qui, la testimonianza all'amico popolo di Iugoslavia .Tito rientra nella storia del mondo moderno non solo come il capo di un popolo in lotta per la sua liberazione e indipendenza, ma anche come la guida di un paese che afferma, fra difficoltà e asprezze, la propria identità nazionale e cerca una strada originale per il proprio progresso”. Continuerà ricordando il ruolo di Tito, quale il suo essere “rivoluzionario e statista, Tito è stato il protagonista del travagliato ma ricco processo di affermazione di un'autonoma...

La lega nazionale di Gorizia chiede intervento contro chi “offende” i martiri italiani, ritorneranno le liste di proscrizione?

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Andando a leggere i commenti che emergono in rete in questi giorni ma non solo in rete, pare che nei confronti di tutti quelli che contrastano il revisionismo storico nazionalistico italiano e le contestuali menzogne storiche, stia emergendo la volontà di realizzare una sorta di lista di proscrizione, di messa al bando o di esilio, i nomi che si fanno sono sempre gli stessi ma in aumento rispetto al passato, perché incrementa la consapevolezza dello stato reale dello cose, dalla  "Claudia Cernigoi e company/compagni".   Simili provvedimenti vennero adottati, per esempio, pubblicamente proprio a Gorizia durante quel periodo che da molti storici ed antifascisti è stato definito come il momento del terrorismo nazionalistico italiano.  Decine e decine di manifesti vennero affissi sui muri di Gorizia  dunque vere e proprie liste pubbliche di proscrizione contro sloveni e chi collaborava con gli sloveni.  Ora, dopo il dibattito infuocato che si è scatenato ...

E' scontro duro ed aperto tra Simone Cristicchi e CNJ Onlus ma si sposta l'attenzione sul burocratese

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Nel  mio intervento Una lettera aperta all’ANPI per chiedere l’espulsione di Simone Cristicchi    specificavo soprattutto che le persecuzioni fasciste sono state nefaste, così come nefasto è il silenzio che continua a regnare su tale vicenda, così come ingiusto e sproporzionato e non rispettoso della verità storica, è ricordare solo la vicenda dell’esodo istriano. O tutti o tutti , che l’Italia si assuma le sue responsabilità etiche e morali ed anche risarcitorie verso gli esuli sloveni e croati. Rilanciavo l'appello come sottoscritto, del CNJ Onlus destinato all'Anpi, il cui scopo principale era ed è di aprire un dibattito serio, compiuto, oggettivo, sulla questione del confine orientale, che ad oggi ha visto solo esasperazioni di fatti mutati in verità assolute, canti e spettacoli emozionali, esaltazioni, senza dimenticare che i primi  a condurre la battaglia sulle vicende istriane come correlate al giorno del Ricordo, sono stati i notabili dell'alta borghe...

Una lettera aperta all'ANPI per chiedere l'espulsione di Simone Cristicchi

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 Nel 2013 Simone Cristicchi, noto artista italiano, con lo spettacolo Magazzino 18, di cui è coautore, ha affrontato un tema caldo, caldissimo, ovvero quello degli esuli istriani e delle vicende più complesse del confine orientale.  Quando si realizza uno spettacolo teatrale che affronta temi politici e sociali  è naturale prendere e maturare una posizione di parte, non esiste l'oggettività delle cose nell'arte, l'arte, nella sua varietà è multiforme è espressione di sentimenti, emozioni, prospettive di parte e prevalentemente soggettive.  Il problema è quando simili prospettive di parte lungi dalla reale storia vengono sostenute da organi istituzionali e viceversa, il problema è la coerenza che deve caratterizzare l'arte anche con quella vita quotidiana, fatta di gesti, simboli ed adesioni, che caratterizza la vita del singolo artista, il problema è quando uno spettacolo teatrale rischia di diventare verità ufficiale su una vicenda controversa, ancora oggi sco...