Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

La scritta TITO a Nova Gorica è una pagina della nostra storia che non va cancellata

 


Abbiamo questo vizio, tutto moderno e un po’ infantile, di pensare che la Storia sia un elenco di buoni e cattivi da aggiornare a colpi di gomma per cancellare. La damnatio memoriae,  l’hanno inventata i Romani,ma loro lo facevano con una ferocia e una consapevolezza politica che noi oggi abbiamo smarrito, convinti come siamo di fare un’opera di bene. E invece no, non è quasi mai un bene. Guardiamoci in faccia. Noi italiani, che spesso amiamo salire in cattedra e spiegare agli altri come si sta al mondo, prima di andare a fare la morale agli sloveni dovremmo forse chiederci: ma noi, con i nostri scheletri nell'armadio, ci abbiamo fatto davvero i conti? Ma neanche per idea! Perché, vedete, finché a Gorizia si può tranquillamente celebrare la Decima Mas, con tutto quel che ha significato  allora forse abbiamo un problemino di coerenza.  Seguendo questa logica del "cancelliamo quel che ci dà fastidio", che facciamo con Nova Gorica? La radiamo al suolo? Perché,quella città non è mica nata per caso; è stata fondata dalla Jugoslavia comunista di Tito.  Se iniziamo a cancellare le città nate da ideologie che non ci piacciono più, non finiamo mica domani mattina. La verità è che la Storia non può e non deve essere la serva della politica del momento. Prendete quella scritta, quel nome che ancora campeggia sul confine. È un unicum, è un documento a cielo aperto! Valorizziamola. Lasciamo che la gente la guardi. Poi, certo, ci sarà chi sente una fitta allo stomaco e chi magari prova una nostalgia ideologica  ma l'importante è la consapevolezza.  La Storia va guardata in faccia, anche quando è scomoda e non spazzata via. Certo, si dirà, e allora "dei Legionari", che si vuole eliminare? Diamine, sono cose completamente diverse. La prima, il fascismo è un crimine e l'apologia ne è un reato e quella denominazione è stata data dal fascismo per fascistizzare la memoria collettiva, in secondo luogo, quella denominazione oltre a storpiare l'identità del luogo non c'entra proprio niente con l'identità di Ronchi e la sua storia, è aberrante rispetto alla storia di questo luogo e cancellare dei Legionari non è damnatio memoriae ma significa ripristinare l'identità storica della città Bisiaca, cosa che ovviamente nulla c'entra con la vicenda della scritta Tito, perché è strettamente connessa alla storia ed all'identità di Nova Gorica. 

mb 

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