Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Quando bastava farsi un giro in macchina per Trieste per finire nei campi di concentramento

 


Il periodo dell'occupazione nazista è stato uno dei più nefasti della storia recente italiana, con gli italiani che si son trovati di punto in bianco a dover fare i conti con una situazione sconcertante e misure oppressive pesantissime. Dal coprifuoco sempre più stringente ai divieti di movimento, come testimonia ad esempio il comunicato del comandante di campo del 22 settembre 1943. Mentre da un lato si tacevano le azioni di resistenza dei partigiani nel nostro territorio, si dava invece ampio spazio alle disposizioni naziste. Si vietava il traffico veicolare a Trieste e zone circostanti vietandone espressamente l'utilizzo di veicoli privati per tutti colore che avevano dai 16 ai 60 anni di età. Disposizione che entrò in vigore alle ore 18 del 25 settembre e tutti coloro che avrebbero violato il divieto sarebbero stati spediti direttamente nel campo di concentramento. Insomma, farsi un giro in macchina per Trieste poteva avere come conseguenza quella di finire direttamente nel campo di concentramento nazista.
mb

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