Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

Immagine
Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

L'assalto al Narodni dom di Trieste in un mondo dalla nostalgia "canaglia"


Il 13 luglio del 1920 a Trieste al grido dannunziano di eia, eia, alalà, dannunziani, fascisti, nazionalisti, si diressero, indisturbati, deviando dal proprio percorso ordinario, verso la sede del Narodni dom. Non avevano mai potuto sopportare che la componente slava della città di Trieste potesse alzare la testa ed essere alla pari di quella latina, di quella germanica. Il disprezzo verso i popoli slavi era enorme. Lo presero di mira. Lo distrussero. Gli diedero fuoco. Fiamme fasciste, la fiamma nera. Il rogo del Narodni dom a Trieste, premiato in Slovenia come il romanzo a fumetto dell'anno e pubblicato da Qudu Libri racconta in modo efficace di cosa stiamo parlando. Padre e figlio, uno disegnatore, l'altro storico, si son cimentati in un percorso ad ostacoli non da poco e lo hanno superato in modo convincente, narrando con semplicità quel fatto che ha segnato nella sua complessità la svolta nel confine orientale italiano, per il fascismo. Un mondo senza più apparentemente ideologia ha prodotto una società senza ideali, i fascisti sono sempre stati lì, riescono a mascherarsi bene, grazie a quell'impunità storica frutto dell'odio accecante verso l'anticomunismo.  Chi si è riciclato nella Resistenza, chi si è "democratizzato", chi ha cambiato maschera una, dieci, cento volte alla Pirandello, rinnegando il proprio essere pubblicamente, ma coltivandolo giorno, dopo giorno, nel proprio mondo. Impuniti, nel Paese che non ha avuto la sua Norimberga, ma va detto che la Germania, che la Norimberga invece l'ha avuta, il neonazismo ha preso piede. Cent'anni di storia possono essere tanti, come un niente, le vicende del fascismo, della Resistenza, a breve avranno lo stesso peso nella memoria collettiva dei fatti della grande guerra. La storia non si ripete, la storia va per la sua strada, la storia non inganna, è l'uomo che deve saperla interpretare in un contesto dalla nostalgia canaglia dove fatti come quelli del Narodni dom, che hanno dato il là all'assalto fascista del Paese, che dovrebbero avere un peso costante e rilevante nella memoria storica nazionale, andranno verso tutt'altra direzione.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza