Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Trieste Airport, si deve fare di più per promuovere l'immagine della nostra regione



Sito che vai, promozione del territorio che troverai. Da Comiso, a Treviso, da Venezia, a Trieste Airport, l'aeroporto di Ronchi, già del Friuli Venezia Giulia, ed inserito in quella che viene percepita come la prima periferia dell'area metropolitana triestina che verrà. Come è noto il nostro scalo, dopo l'investimento pubblico importante che lo ha modernizzato, con il polo intermodale che vede il collegamento dei treni alla fermata di Trieste Airport, ed un parcheggio immenso e perennemente vuoto,  doveva fare quel salto di qualità che si attendeva. Raggiungere come minimo la soglia di 1 milione di passeggeri. Di mezzo vi si è messa la pandemia e pertanto questi anni sicuramente non potranno fare testo. Basta pensare che il 2020 si è chiuso con un -73% di passeggeri rispetto al 2019 dove si era superata la soglia di 780 mila passeggeri. La più alta dal 2013 quando si raggiunsero 853 mila passeggeri. Cedute le quote al più importante fondo d'investimento italiano, pari al 55% fino al 2026 potrà contare come riportava la stampa su un totale di 32,2 milioni di euro come previsto da un emendamento approvato nella legge di Stabilità regionale. Trasferimenti «per attuare e potenziare attività di promozione che diano visibilità all’offerta turistica del Fvg». Una somma in sostanza corrispondente al costo delle quote.  Trieste Airport aspetta di decollare. Intanto, la cartellonistica che indica l'aeroporto attende sicuramente di essere adeguata al nuovo nome dello scalo, visto che si riportano i nomi vecchi dell'aeroporto in diversi cartelli stradali,

 


ma sicuramente ci si aspetta qualcosa di più importante nella promozione dell'immagine della nostra regione da Trieste Airport. A partire dal sito internet. Ad oggi c'è solo una piccola sezione minimalista che riporta poche righe sul FVG e rinvia a diversi link utili tra cui vi è anche il turismo veneto.


Di più si dovrà fare, soprattutto dopo questa pandemia che ha messo sotto stress l'economia del nostro territorio e l'aeroporto del FVG è una delle principali vetrine turistiche della nostra regione, chiaramente servono dei voli che possono incentivare questo turismo. Così come sarebbe da valutare la collocazione dei pannelli turistici all'uscita dello scalo che possano promuovere la nostra regione da collocale su quel grigiore che il passeggero si trova una volta sbarcato a Ronchi dato dal parcheggio multipiano. Lo spazio ci sarebbe. La volontà? Son certo che con le giuste visioni e prospettive si riuscirà ad ingranare la giusta marcia anche per pubblicizzare al meglio l'immagine del FVG.


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