Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Il Sindaco di Parigi propone la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky e denuncia il regime di Al Sisi che ringrazia e va avanti





Più si urla, e più il regime si chiude a riccio. L'Egitto di Al Sisi ha circa 60 mila detenuti in qualità di oppositori o così considerati dal regime, reputati come una minaccia per la sicurezza nazionale. Patrick Zaky continua a rimanere in galera, in regime di detenzione cautelare e forse sarebbe il caso di valutare un radicale cambio di strategia comunicativa e mediatica visto che ad oggi si sta ottenendo l'effetto contrario. Intanto, mentre Al Sisi viene ricevuto con tutti gli onori in Francia, il sindaco di Parigi propone la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky, ad Abdel Fattah, blogger e figura emblematica della rivoluzione del 2011, Esra Abdel Fattah simbolo della resistenza femminile ed a Sofia Magdy, giornalista. 
 
 

Il tutto viene reso noto da Bahey eldin Hassan nel suo profilo Twitter ufficiale diffondendo il comunicato del Comune di Parigi, dove si evidenzia che si è deciso di ricevere Al Sisi, rispettando i protocolli, ma con lo scopo di denunciare le violazioni dei diritti umani compiute in quel regime. Sarà. Visto che Al Sisi se ne sbatte di tutte queste parole, in un vecchio continente fatto di parolai, e alla fine quello che incassa, sorridendo, sono affari, vendita di armi, e collaborazioni militari, cioè quello che voleva.  In Europa ancora non si è capito come ci si deve comportare con questa dittatura. Va isolata. Va considerato Al Sisi al pari di un  Mussolini di turno, ma così non è, continuando a sbagliare, alla grande.

mb

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