La grande impunità verso il fascismo che ha causato centinaia di migliaia di morti in Italia

Quando parliamo del fascismo, non stiamo parlando di una rissa di quartiere, ma di una tragedia che ha segnato la carne di questo Paese per decenni. Il punto è questo: il fascismo mica è arrivato al potere perché Mussolini era un genio della politica o perché aveva chissà quale mandato divino. No! Il fascismo è stato un fenomeno reazionario, certo, ma che è rimasto in piedi perché lo hanno tenuto su. La borghesia, il grande capitale e, soprattutto, diciamocelo chiaramente, la monarchia. Perché senza il Re, Mussolini a Roma non ci sarebbe mai arrivato. Mai! Sarebbe finita lì. E invece no. E allora cosa succede? Succede che inizia questa lunga scia di sangue che è difficilissimo persino quantificare. Noi oggi proviamo a dare dei numeri, ma è una contabilità dell'orrore che sfugge di mano. Già prima della presa del potere, tra il '19 e il '22, abbiamo lo squadrismo.  E lì sono botte, sono bastonate, sono tremila persone — sindacalisti, comunisti, gente che non ci...

Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura. Il riscatto degli sloveni e dell'idea jugo della città "che brillerà oltre il confine"




Il secondo bid-boook della candidatura di Nova Gorica e Gorizia a Capitale della cultura europea 2025 è stato depositato presso il Ministero sloveno della cultura a Lubiana. Sono sempre di più le sensazioni che vogliono il progetto di Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025 come vincitore. Un progetto che è chiaramente un riscatto per gli sloveni e anche per l'idea jugoslava della città come si può desumere nel testo di 65 pagine scritto in inglese presentato in commissione. Si legge che "Nova Gorica è una città giovane. Nel 1948, anno della prima fondazione per un futuro centro regionale i politici avevano dichiarato che stavano costruendo un qualcosa che avrebbe brillato oltre il confine. Era il periodo del dopoguerra, un tempo di guarigione, perdono, progresso e speranza così come un tempo di feroce antagonismo ideologico tra est e ovest". Un progetto focalizzato soprattutto sulla peculiarità del confine, due città con una piazza che come è noto oggi non condivide lo stesso nome, piazza della Transalpina dalla parte italiana, pur la stazione trovandosi in Slovenia, e Piazza Europa sul fronte sloveno. E sarebbe bello, un segnale forte, se in segno di condivisione si chiamasse piazza del primo maggio, in ricordo del primo maggio 2024 che ha segnato la caduta dell'ultimo muro dopo quello di Berlino
Si ricordano le vicende del confine, che aveva diviso forzatamente ed in maniera innaturale sloveni ed italiani con la conseguenza che vennero separate le "famiglie dove i nonni non potevano vedere crescere i loro nipoti, separate le stalle dove le mucche mangiavano in Italia e dormivano in Jugoslavia, separati  i vivi e i morti" con il noto caso del cimitero di Merna/Miren. Si racconta di quando un gruppo di bambini "si è incontrato davanti al treno di Nova Gorica, trovando trovato una palla hanno giocato, gettandolo oltre il recinto del filo spinato" per condividere attraverso il gioco il superamento delle barriere. Si legge che nel progetto di punta c'è l'intenzione di realizzare un grande edificio che sarà metà in Italia e metà in Slovenia. 
"Quando 70 anni fa le più alte autorità in Jugoslavia pianificarono la nuova città di Nova Gorica, hanno scritto di voler costruire qualcosa che "brillerà oltre il confine". Vogliamo il nostro EPICenter farlo brillare oltre molti confini come simbolo di collaborazione, rispetto reciproco e arricchimento culturale. E inoltre, il punto di partenza per un'ambizione, molto più grande di l'ECoC - per costruire la prima città europea transfrontaliera". Dunque si realizza il progetto jugoslavo della città, una grande città che brillerà oltre il confine e oltre ogni confine. Ma è anche un riscatto per gli sloveni. Nel testo si legge che "per decenni gli sloveni in Italia sono stati una spina nel fianco del paese a causa della loro richiesta di protezione speciale. Erano un problema nei colloqui bilaterali tra Italia e Jugoslavia e Slovenia dopo l'indipendenza. Dopo aver ottenuto protezione legale nel 1999 e 2001 con l'allargamento dell'Unione europea nel 2004 e Schengen nel 2007, la comunità è alla ricerca di una normalità. Vivono come membri di una comunità nazionale integrata e come Cittadini italiani, sono inseriti nell'ambiente. Pertanto, si confrontano  con i problemi quotidiani che ha la maggioranza italiana". Si fa qualche cenno alla domenica delle scope enfatizzata soprattutto a Gorizia oltre ogni immaginazione.

mb

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