L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Scuola e coronavirus, stanno decidendo tutto dall'alto, manca il coinvolgimento della comunità scolastica

Banchi o non banchi, quello che sta emergendo con estrema chiarezza in una pluralità di casi è che famiglie, e lavoratori, stanno apprendendo di come sarà il ritorno a scuola dalle veline, dai giornali. Manca ogni tipo di reale coinvolgimento che sarebbe anche contemplato dalla normativa, come il noto Testo Unico della scuola. Coinvolgimento che sarebbe potuto avvenire anche nelle modalità a distanza non per forza di cose in presenza. Esistono organi come i Collegi docenti, il Consiglio d'istituto che hanno competenza primaria nell'organizzazione del funzionamento didattico, sul funzionamento della scuola. Situazione straordinaria, vuole che in via straordinaria si stia consolidando in diversi casi il potere decisionale dall'alto. Non dovrebbe spettare solo ai dirigenti, Enti locali, uffici periferici e centrali ministeriali,  decidere sulle modalità del ritorno a scuola. Dovrebbe essere coinvolta la comunità scolastica nella sua interezza, con il personale scolastico e la componente delle famiglie e studenti che si troverà a ratificare, nella migliore delle ipotesi, scelte non più modificabili, nella peggiore delle ipotesi, a neanche ratificare ma ad apprendere il tutto solo dalla stampa. E' da mesi che si parla e parla, ma si ha la sensazione di essere in ritardo e soprattutto di aver escluso la comunità scolastica da un percorso fondamentale, espropriandola da un proprio diritto consacrato da fonte primarie legislative, conquistate con lotte e sacrifici negli anni '70. Stiamo attenti a non fare in modo che con l'emergenza coronavirus il decisionismo diventi la norma in una scuola sempre più aziendalizzata e che a dirla tutta a volte funziona anche peggio delle aziende, perchè nelle aziende forse i lavoratori e l'utenza hanno più voce in capitolo rispetto a quanto sta accadendo oggi nella nostra scuola pubblica

mb

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